La corolla di Posillipo, ecco perchè si chiama “Coroglio”

Carla Glorioso
La corolla di Posillipo, ecco perchè si chiama “Coroglio”
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Storia e origini di “Coroglio” definito la corolla di Posillipo per la particolare forma del capo estremo del Colle, molto simile ad un panno attorcigliato. La Discesa di Coroglio è il proseguimento di Via Posillipo che attraverso veri e propri tornanti conduce al mare.

“Coroglio” è una zona di Napoli che comprende un territorio molto esteso a ridosso di Capo Posillipo e conosciuta soprattutto per gli scorci panoramici che offre sia sul Golfo di Napoli che sull’isola di Nisida. Precisamente la zona di Coroglio parte dal quadrivio del Capo Posillipo, supera la sella della Montagna Spaccata fino ad uno spiazzale detto la “Rotonda” e prosegue oltre la Grotta di Seiano fino all’arenile di Coroglio. Sulla sinistra un ponte collega la piccola isola di Nisida al continente rendendola visibile da Coroglio che, rappresenta anche il punto di collegamento con la zona di Bagnoli.

Nel 1812 Gioacchino Murat fece costruire l’attuale Via Posillipo che termina all’altezza di Via Boccaccio, mentre il proseguimento denominato “Discesa Coroglio” arriva fino al litorale di Coroglio. Si tratta infatti, di una discesa lunga e tortuosa realizzata tra il 1820 e il 1830 su commissione di Francesco I di Borbone e realizzata dal corpo del Genio dell’armata austriaca sotto la direzione dell’ingegnere Ambrogio Mandia. La Discesa di Coroglio viene pertanto ribattezzata “Le rampe dei tedeschi” in quanto attraversata per lungo tempo da studiosi tedeschi per accedere alla grotta di Seiano e articolata in veri e propri tornanti. Solo la prima parte pianeggiante della strada è effettivamente urbanizzata e l’edilizia è costituita per lo più da ville e villini.

Anche in questo caso, come per molte vie e strade di Napoli, gli odonimi non vengono attribuiti a caso ma per una specifica ragione che rimanda alla tradizione popolare. Infatti “Coroglio” deriva dal latino “corollio” che, a sua volta, nel dialetto napoletano si trasforma in “curuglio”.

Gino Doria nel libro “Le strade di Napoli: saggio di toponomastica storica” ci offre una dettagliata spiegazione dell’odonimo “Coroglio” attribuito a tale zona: la particolare forma del capo estremo del Colle è molto simile ad un panno attorcigliato di quelli che si poggiano sul capo per trasportare oggetti pesanti.



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