La Basilica della Pietrasanta: un incantevole viaggio attraverso i secoli

Paola Palmieri

La chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta è una delle quattro basiliche maggiori più antiche di Napoli.

 

Si trova nel centro storico di Napoli, in Via dei Tribunali, in un punto in cui storia, cultura e leggende partenopee si incontrano e danno vita ad un viaggio attraverso i secoli. La facciata della Basilica è adiacente ad altre due importanti strutture: la Cappella dei Pontano e la Cappella del Salvatore che insieme al Campanile in stile romanico formano il Polo Culturale della Pietrasanta.

 

L’ingresso della Basilica è un grande portale in marmo bianco. La pianta della struttura è a croce greca, la cupola centrale fu progettata da Fanzago che diresse una delle storiche ristrutturazioni della chiesa. All’interno la storica pavimentazione è realizzata con delle maioliche risalenti al XVIII secolo. La cripta conserva i resti della Basilica di epoca paleocristiana mentre in una delle cappelle è possibile ammirare alcune delle sculture di Matteo Bottiglieri

 

 

La storia millenaria della Basilica

 

La fondazione

 

La Basilica fu fatta edificare dal Vescovo Pomponio nel  536 d.C., sui resti un tempio romano dedicato alla dea Diana, al termine di un lungo assedio ad opera dell’Impero romano d’Oriente che distrusse gran parte della città.La fondazione della Basilica è legata ad una leggenda. La leggenda narrava del diavolo, nelle sembianze di un maiale, che infestava il centro antico della città e spaventava i passanti nelle ore notturne. Il vescovo Pomponio voleva liberare la zona dall’infestazione del maligno e una notte gli apparve in sogno la Madonna che gli ordinò di far costruire una Basilica nel luogo in cui sarebbe stato ritrovato un panno celeste, che ricopriva la “pietra santa”, una roccia che sarebbe stata venerata dai fedeli come fonte d’indulgenza.

 

Epoca Barocca ed Epoca Moderna

 

La struttura originale della Chiesa ha subito grandi trasformazioni nel corso dei secoli, fino a quando nel 1600 venne abbattuta a causa dei danni riportati in seguito ad alcuni terremoti. La Basilica venne completamente ricostruita tra il 1656 e il 1667. La ricostruzione in stile barocco avvenne sotto la guida di Cosimo Fanzago. Venne restaurata nuovamente tra il ‘700 e l’800 e gli interventi più importanti furono rivolti alla cupola. I bombardamenti della II Guerra Mondiale, prima nel ’42 e poi nel ’43, resero necessario un ulteriore restauro che terminò solamente nel 1976. In seguito l’edificio rimase in uno stato di abbandono per molti anni. La riapertura al pubblico è avvenuta solo pochi anni fa: nel 2016.

 

La Basilica oggi

 

Oggi il complesso della Pietrasanta, parte del Lapis Museum, è completamente aperto al pubblico ed è al centro di numerose manifestazioni storiche e culturali. È possibile visitare l’interno della Basilica, i suoi sotterranei e la cripta. Si possono ammirare anche le opere presenti nelle due cappelle adiacenti. Con l’aiuto della tecnologia è stato possibile elaborare un’esperienza culturale e multidisciplinare davvero insolita e molto suggestiva. Mostre, esposizioni e veri e propri viaggi nella storia, alla scoperta di una Napoli sotterranea di epoche diverse.

 

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