Investimenti internazionali a Napoli: la manifattura napoletano conquista Tommy Hilfiger

Valentina Cosentino
Investimenti internazionali a Napoli: la manifattura napoletano conquista Tommy Hilfiger
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Il celebre statunitense Tommy Hilfiger sarebbe pronto ad investire nelle aziende dell’hinterland napoletano commissionando prodotti ed accessori per il proprio marchio.

In questi giorni lo stilista, accompagnato dalla moglie Dee Oclepp, ha visitato alcune aziende di Arzano e Frattamaggiore. E’ qui che intende commissionare la sua nuova linea di prodotti da lanciare a prezzi popolari.

 

Motivo della scelta è l’elevata qualità della manifattura napoletana. Gli Hilgifer, che hanno dichiarato di apprezzare molto la città per la sua parte turistica e che trascorrono spesso tra Capri, Ischia e la costiera le loro vacanze hanno visitato in particolare la pelletteria di Paolo Bianchi, fabbrica di Frattamaggiore e l’azienda Deimille di Arzano.  Conquistati dalla campaictà creativa ed artigianale come dichiara lo stesso  Hilfiger: «Siamo venuti essenzialmente per questo. Per studiare e per imparare. Per capire come si possa ottenere un prodotto artigianale in una realtà industriale»«Prima di venire qui siamo stati anche in aziende della Toscana e della Lombardia ma non ci hanno convinto fino in fondo. Qui l’amore è nato subito». Una scossa anche occupazionale per la zona con le nuove commesse: «Allora vuol dire che cercheremo di fare il nostro meglio: più affari ci saranno più persone troveranno lavoro».

 

E in effetti l’accordo con i produttori napoletani la esiste: la Ocleppo, creatrice di una famosa linea di borse intercambiabili e trasformabili, ideerà il disegno dei capi e le aziende di qui lo realizzeranno. La vendita dei prodotti per contenerne i costi avverrà direttamente on line dal sito internet deeocleppo.co.

 

I primi prodotti sono attesi per per febbraio 2018.

 

Lo stilista ha dichiarato inoltre che è un onore poter dichiarare, al contrario di come fanno molti, dove sono localizzate le sue aziende: “La differenza è che gli altri marchi non rivelano dove tengono le produzioni, noi lo stiamo dichiarando tranquillamente. Ci sembra giusto riconoscere l’eccellenza e la terra dove nasce”.

 

Fonte: il Mattino e Repubblica.it



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