Ingegnere aerospaziale napoletano alla guida del team NASA per il “volo a vela” nello spazio
Si tratta di Roberto Carlino, laureato alla Federico II. Dirigerà le operazioni del satellite che si avvicinerà al sole più di quanto sia mai stato fatto in precedenza.
Roberto Carlino, ingegnere aerospaziale di spicco laureato con il massimo dei voti presso l’Università Federico II di Napoli, si prepara a guidare un’impresa straordinaria. Si tratta del lancio del Cubosat. Questo minisatellite intraprenderà il suo viaggio sperimentale attraverso la Via Lattea dal centro di lancio sull’isola di Mahia, in Nuova Zelanda. La missione partirà tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile.
Il Cubosat, grande più o meno come un frigo portatile, segna un passo avanti nei voli spaziali. Si muoverà grazie alla spinta del vento solare, la sua vela di quasi 85 metri quadri si dispiegherà, dando inizio a un viaggio avveniristico. Nonostante le dimensioni compatte, il minisatellite rappresenta un autentico concentrato di tecnologie all’avanguardia, aprendo le porte a nuove frontiere nei voli spaziali a vela.
Classico esempio di cervello in fuga
Il trentacinquenne Carlino è una delle stelle più luminose della NASA da quasi sette anni, dove attualmente ricopre il ruolo di capo delle “operazioni di missione”. Coordina un team di ingegneri, fisici e astrofisici che hanno lavorato intensamente per due anni e mezzo. Il progetto ha coinvolto anche la collaborazione di istituzioni prestigiose. Nonostante la presentazione di numerosi curricula ad aziende aerospaziali italiane, ha incontrato il silenzio o l’esigenza di lavorare gratuitamente.
Oggi, il suo ruolo di comando nelle “operazioni di missione” è il risultato di un impegno costante e della sua abilità di eccellenza nel campo. Queste le sue parole: “In pratica sono responsabile di tutto quanto ha a che vedere con le procedure di comunicazione e le sequenze di comandi che servono per far dispiegare e utilizzare vela e satellite nello spazio”

