Il tesoro delle nonne napoletane

Il tesoro delle nonne napoletane
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Le nonne a Napoli sono molto più di vice mamme, un vero tesoro di conoscenza ed affetto.

Chi ha avuto la grande fortuna di conoscere la propria nonna, o magari le proprie nonne, potrà riconoscerle in questi luoghi comuni che riguardano in special modo quelle napoletane.

La nonna infatti oltre ad essere una doppia mamma è anche quella che ci viziava di più e che condivideva con noi piccoli segreti che non dovevamo dire a mamma.

Come ad esempio le caramelle che ci dava di nascosto e che ci metteva subito in tasca, e anche se la mamma non ci avesse detto niente trovandole, quel segreto ci rendeva complici e amici.

E’ spesso anche la persona che ci ha dato la prima paghetta ma allo stesso tempo era capace con uno sguardo di metterci a posto.

La nonna  è quella che ti da 2 euro in mano convinta che ti bastino (e avanzino) per una serata fuori, ma senza fare troppo tardi. In fondo con 2 euro dove vuoi andare più?

Ma sebbene questi luoghi comuni siano uguali per tutte le nonne del mondo, o la maggior parte di esse, ci sono altre caratteristiche che distinguono quelle napoletane.

Prima di tutto il fatto che sono fissate col freddo, “portati una cosa pesante appresso”, anche ad agosto.

Per lei sarai sempre quello/a troppo sciupato/a, giustificazione che le servirà per prepararti piatti ottimi in pochi minuti.

Le nonne napoletane ricordano perfettamente ogni signolo ingrediente e quantità (anche se loro sono tanto esperte da fare ad occhio) per cucinare qualsiasi cosa.

Questo ci ha dato modo di apprezzare il cibo in maniera particolare, sappiamo che non va mai buttato, sprecato o inutilizzato, anche se d’abitudine cuciniamo sempre “in più” abbiamo anche la cultura degli avanzi, che non è una brutta cosa, anzi. Da generazioni ci siamo tramandati i modi migliori per cucinare ogni tipo di residuo e il risultato è quasi sempre un piatto migliore del giorno prima.

Le nonne sono anche quelle che ti raccontano le prime favole, ti racconta del Monaciello e altri racconti napoletani che ti resteranno impressi a vita. I vestiti loro li cucivano a mano e riparavano qualsiasi tipo di strappo, mentre noi li buttiamo.

Sicuramente almeno una volta vi hanno fatto mantenere il rotolo di lana o una vecchia maglia di lana (fatta da loro) tra due mani mentre loro tiravano il filo facendone un nuovo gomitolo, come anche sicuramente vi hanno insegnato i primi giochi con le carte napoletane.

Hanno condiviso con voi i “rimedi della nonna” cioè quei metodi alternativi per curarsi, intrugli mistici, pezze di lana calda sul petto per la tosse eccetera. Non capiranno mai perche facciamo quello che facciamo ma lo accettano (tatuaggi, internet).

Conoscono meglio il francese che l’inglese e soprattutto conoscono il napoletano originale, non il volgare di oggi, che dovemmo studiare da loro, internet può dare molte risposte, ma il suono e l’uso corretto del dialetto ancora no.

Ma hanno anche ricordi tutt’altro che piacevoli, la guerra e la fame che hanno vissuto, tedeschi ed americani che hanno conosciuto o dei quali hanno saputo la storia.

Oltre a questo le nostre nonne si ricordano la città prima delle sue esagerate edificazioni, le strade non tutte asfaltate, palazzi che non coprivano il panorama, usano dire “io da qua riuscivo a vedere anche il Vesuvio” o qualche altro luogo che adesso è bloccato da qualche costruzione.

Le nonne sono una fucina di ricordi che hanno vissuto sulla propria pelle e anno dopo anno c’è il grande rischio che vengano perduti per sempre.

Ognuno di loro, nonni e nonne, hanno vissuto storie diverse e se non ne facciamo tesoro noi chi può farlo? Se avete quindi questa grande fortuna di poter parlare ancora con i vostri nonni fatelo adesso piuttosto che dire in futuro “potevo chiederlo a lei”.



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