Il sentiero di Capo Miseno, dalla spiaggia al maestoso Faro

Margherita Marchese

Capo Miseno, località situata tra il comune di Miseno e il Porto di Bacoli che, con la sua posizione predominante sulla punta estrema della Penisola Flegrea, sovrasta il Golfo di Pozzuoli dall’alto dei suoi 164 metri.

 

IL SENTIERO

 

Capo Miseno è senza dubbio un luogo magico e un po’ fuori dal tempo che nasconde innumerevoli leggende e misteri tra la natura rigogliosa e selvatica, le costruzioni a picco sul mare ed il suo celebre faro, fondamentale struttura nonché punto di riferimento per la navigazione notturna in queste acque.

 

Il sentiero asfaltato che conduce alla vetta parte dal mare e si dirama tra vecchie ville padronali, villette residenziali, masserie e numerosi ruderi di epoca romana. Dalla spiaggia si arriva fino alle celebri Peschiere di Lucullo, console romano che fu tra i primi a dotare la sua villa di ninfei e piscinae alimentate dall’acqua di mare per l’allevamento di diverse specie di pesci.

 

Superate le peschiere si giunge alla suggestiva Grotta della Dragonara, una delle più particolari cavità esistenti in territorio campano. Imponente cisterna completamente scavata nel tufo a picco sulla spiaggia di Miseno, la Grotta è divisa in cinque navate e dotata di tre lucernari visitabili. Questo vastissimo antro, la cui etimologia deriverebbe proprio dal termine di origine latina tracon, roccioso, risalirebbe addirittura all’età augustea e si trova a ridosso della meravigliosa Villa di Lucullo.

 

Dalla Grotta della Dragonara si continua a risalire il promontorio di Miseno e, superato un tunnel costruito per attraversare il monte, si giunge su via Faro che conduce ad una Terrazza Panoramica situata a quota 65 mt s.l.m. dalla quale si gode una vista mozzafiato sulla spiaggia di Miliscola, Monte di Procida, Ischia e, in caso di bel tempo, addirittura all’orizzonte sulle isole Pontine. Qui si staglia il maestoso Faro, “occhio bianco” tuttora attivo ed abitato da un guardiano che sarà presumibilmente l’ultimo perché dopo di lui l’illuminazione non sarà più gestita manualmente ma attraverso mezzi elettronici già parzialmente in uso. Dal faro, inerpicandosi su una piccola salita lastricata di blocchetti di tufo, si giunge finalmente alla cima di Capo Miseno dove si verrà ricompensati con un panorama inedito di incredibile ed infinita bellezza sull’intero Golfo di Napoli.

 

IL MITO

 

Capo Miseno affonda le sue radici nel mito. NellEneide di Virgilio si racconta del viaggio di Enea a Cuma per incontrare la Sibilla Cumana che gli predirrà un imminente futuro di guerre e sangue. In questo passo troviamo la figura del guerriero Miseno, figlio di Eolo e fedele compagno nonché trombettiere di Enea. Egli andò incontro alla morte perché, peccando di arroganza ed insolenza, da comune mortale osò sfidare in una gara di tromba gli Dei ritenendosi più bravo di loro. Il castigo non tardò ad arrivare e avvenne per mano di Tritone, figlio del Dio del mare Poseidone, che lo gettò in acqua e lo affogò. Il suo corpo fu ritrovato sulla spiaggia dai compagni che lo onorarono con una solenne celebrazione funebre al termine della quale fu proprio Enea a decidere di erigere sui suoi resti un enorme cumulo di terra (Capo Miseno), quasi a voler ricreare una grandiosa tomba in memoria dell’eroico compagno scomparso.

 

IL TERRITORIO

 

Capo Miseno rappresenta un punto di osservazione privilegiato sui Campi Flegrei e offre una meravigliosa vista che abbraccia il golfo di Napoli, comprese le isole di Ischia e Procida, segnando idealmente il confine tra il Golfo di Napoli e quello di Gaeta.

 

L’altura, costituita dalla tufacea roccia gialla tipica della zona flegrea, custodisce al suo interno un antico edificio vulcanico risalente ad un periodo compreso tra i 35.000 e i 10.500 anni fa la cui bocca corrisponde alla zona a sud del celebre Faro e la cui caldera, di forma semicircolare, è perfettamente visibile soltanto dal mare.

 



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