Il sentiero Apprezzami l’Asino, un bellissimo percorso dalla storia crudele
Apprezzami l'Asino alterna bellezza a crudeltà passata
All’interno del meraviglioso Golfo di Policastro è sita una piccola cittadina, molto rinomata soprattutto per quanto riguarda la stagione estiva. Si tratta di Sapri.
Sapri è infatti una perfetta meta turistica appartenente alla provincia di Salerno, da non sottovalutare per le gemme che offre, le quali ben si sposano con un periodo caldo come quello che va da giugno a settembre.
Al suo interno non ci sono soltanto spiagge ed elementi rinomati quali la statua della celeberrima Spigolatrice e la specola, ma anche un percorso davvero caratteristico, la cui storia lo è ancor più.
Quest’ultimo risponde al nome di sentiero Apprezzami l’Asino.
Il sentiero Apprezzami l’Asino
Il sentiero in questione è alquanto noto nella zona nella quale è situato.
Si tratta di un percorso che mette un po’ alla prova chi è meno allenato, siccome consiste in 10 km di cammino, tra l’andata e il ritorno, e presenta dei tratti alquanto stretti e delle discese fin giù al mare.
Per imbarcarsi in quest’avventura bisogna partire recandosi al porto di Sapri. Da lì si prosegue percorrendo tutta la costa della Campania fino ad arrivare a Maratea, in Basilicata.
Lungo il cammino ci si imbatte in degli incontri davvero mozzafiato.
Si parte trovando la torre di Capobianco, una costruzione saracena davvero peculiare nascosta dietro degli alberi.
Si continua beccando lo Scoglio dello Scialandro alla cui sommità è posta la ben nota statua della Spigolatrice di Sapri dietro la quale è nascosta una leggenda.
Parte perciò un tratto più stretto e poi un altro in discesa, verso il Pozzo e la Grotta di Cartolano.
E si continua poi passeggiando sulla spiaggia, fino ad arrivare alle Saline della Colonna e in seguito alla spiaggia degli Angeli.
E da qui si torna indietro, incontrando sul proprio cammino la Torre di Mezzanotte, altra saracena, e il Canale di Mezzanotte, spartiacque tra Campania e Basilicata.
Il nome del sentiero
Il nome del percorso, una volta noto col nome di “Apprezzamm u’ Ciucc’”, come si può immaginare è ovviamente dovuto agli asini. Questi ultimi un tempo rappresentavano l’unico modo tramite il quale trasportare beni o persone.
Il che significa che questi animali venivano utilizzati anche per attraversare questo tratto di terra. Ma, poiché alcuni segmenti di percorso, come affermato, erano e sono davvero stretti e di difficile superamento, quando due asini si incontravano, l’uno in direzione opposta dell’altro, c’era da capire come fare per risolvere un problema logistico di attraversamento.
Sarebbe stato impossibile per entrambi superare quel lembo di terra, per cui si era studiata una tattica, alquanto crudele. Si passava a un fase di apprezzamento davvero difficile. L’asino che veniva maggiormente apprezzato secondo criteri quali prestanza fisica e carico trasportato, sopravviveva a discapito dell’altro, il quale purtroppo finiva in mare per permettere all’animale prescelto di proseguire lungo il sentiero.
Immagine di copertina: vivalavalentina

