Il segreto della penicillina in un pozzo vicino Napoli

Napoletanità
Articolo di , 20 Ott 2017

 

Nel 1928 Alexander Fleming venne insignito del Premio Nobel per la scoperta della penicillina, ma non tutti sanno che si tratta di una scoperta casuale perché già 35 anni prima qualcun altro aveva scoperto il potere battericida di alcune muffe.

 

Si tratta di Vincenzo Tiberio di origini molisane trasferito a Napoli per studiare medicina. Durante il soggiorno presso la casa degli zii ad Arzano, nel 1895 si accorse di un fatto strano che accadeva ogni qual volta il pozzo fuori casa veniva pulito e quindi venivano asportate le muffe contenute all’interno. Paradossalmente la manutenzione periodica del pozzo coincideva con l’ammalarsi delle persone di gastroenteriti. Tiberio contraddistinto da una spiccata curiosità volle capire questo fenomeno, così prese le muffe e le portò in laboratorio per sperimentarle. Capì subito il potere battericida delle muffe e nel 1895 pubblicò i suoi studi dal titolo “Sugli estratti di alcune muffe” sugli annali di igiene sperimentale anticipando i risultati inglesi di molti anni dopo.

 

Nonostante il periodo storico a lui favorevole, contrassegnato da fiorenti scoperte durante il regno Borbonico, i suoi studi vennero sottovalutati e non capiti neppure dal mondo accademico. La delusione per il mancato riconoscimento e l’amore ostacolato dalla sua famiglia per una cugina lo fece allontanare da Napoli per arruolarsi in Marina. Decise poi di riprendere gli studi interrotti e tornò a Napoli ma poco dopo morì con un infarto a soli 45 anni.

 

<<Primo nella scienza, postumo nella fama>> recita così la lapide commemorativa che il comune di Sepino, in provincia di Campobasso, ha voluto collocare sulla facciata della casa natale di Tiberio. La stessa comunità scientifica oggi riconosce Tiberio precursore della scoperta degli antibiotici e la portata storica assunta dal pozzo. Il giardino, la residenza e il pozzo della casa di Arzano oggi appartengono ad un’altra famiglia ma è tutto nuovamente in vendita, pertanto, la comunità scientifica con l’aiuto dell’Associazione Agrippinus sta tentando di riqualificare il pozzo e di riaprirlo nuovamente data l’importanza storica dell’evento.

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