Il principe di Sansevero Raimondo di Sangro è «Ritornato in vita». Bruno Maria di Bari ne è la reincarnazione

Annunziata Buggio
Il principe di Sansevero Raimondo di Sangro è «Ritornato in vita». Bruno Maria di Bari ne è la reincarnazione
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Il principe di Sansevero è l’uomo dei misteri irrisolti. Il prof. Bruno Maria di Bari sostiene di essere la sua reincarnazione, nel volume intitolato «Ritornato in vita»

 

Le notizie riguardanti il celebre e illustre principe Raimondo di Sangro, suscitano sempre un certo fascino e mistero: esponente massimo della Scuola Alchemica Napoletana che coinvolse numerosi studiosi a carattere scientifico nel Settecento, è l’autore della celebre e suggestiva Cappella Sansevero, un vero scrigno d’arte, frutto di un notevole progetto iconografico che cela un cammino iniziatico che mira alla conoscenza e al perfezionamento interiore. Il “Cristo velato” capolavoro dell’arte italiana nel mondo ad opera di Giuseppe Sanmartino, è solo una parte del preciso progetto del principe; emblema della cappella e pregno di simbolismo dai rimandi esoterici.

 

Del principe di Sansevero si è detto troppo. Non ultimo è l’articolo apparso a febbraio su Il Mattino, in un’intervista rilasciata al professor Bruno Maria di Bari, il quale sostiene di essere la reincarnazione del principe di Sansevero, o per meglio dire, sembra che vi sia un rapporto simbiotico fra Don Raimondo e lo stesso autore del libro «Ritornato in vita» dove segni e fortuite coincidenze si alternano nella vita dell’uomo e del suo principale protagonista.

 

Bruno Maria di Bari, biologo, matematico, psicologo e scrittore, docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, pur essendo scettico sulla questione della reincarnazione, crede che vi è una corrispondenza indecifrabile che lo lega alla figura di Raimondo di Sangro; una prima analogia è la corrispondenza anagrafica: la sua data di nascita, 22 marzo 1955 coincide con la data della morte del principe avvenuta il 22 marzo del 1771 e inoltre il principe aveva pronosticato che sarebbe rinato in un’altra epoca. Attorno a queste date e a distanza di secoli, si è poi sviluppata una continua ricerca storica e familiare che intreccia la vita dello scrittore con il grande alchimista, attraverso una serie di aneddoti personali, eventi particolari che lo hanno portato a mettere tutto per iscritto «guidato» dal suo maestro.

 

Il tutto prende vita a Napoli ed ha una spiegazione; il prof. di Bari ha vissuto da piccolo accanto alla Cappella Sansevero nel palazzo del padrino del principe, attratto inspiegabilmente dalla sua biografia e dalla storia del celebre scienziato-alchimista. Nel tempo, matura l’idea che i resti ossei di Don Raimondo, siano custoditi in un’androne di un palazzo in via Antonio Villari. Come ne è certo?
In un articolo spiega «Dopo la morte di mia madre, ho incontrato un cugino che non vedevo da cinquant’anni, che mi ha raccontato di aver scoperto la discendenza della nostra famiglia dal principe Raimondo Di Sangro. Lui se ne sentiva onorato, io non ero molto interessato. Però quando sono andato a rileggermi la sua storia, mi sono reso conto che il principe aveva caratteristiche che ho anche io».

Esiste anche un altro fenomeno persistente: la «percezione di contatto e simbiosi» ovvero quando il prof di Bari entra in contatto con gli oggetti appartenuti al principe, in quel momento avverte l’innescarsi di ricordi familiari (non suoi) o sente qualcosa di particolare che non sa definire.

 

Un esempio che espone nell’intervista è quando il prof. fece visita al Collegio romano dei gesuiti (luogo emblematico amato dal principe) dove percepì lo spettro di Sansevero, nello sfiorare le parabole specchiate nella stanza-studio del principe. In quel momento avvertì uno strano sibilo seguito da un’improvviso abbassamento della temperatura, legato ad un calo di tensione delle luci; segno che Don Raimondo si era plasmato.
Bruno Maria di Bari spiega che molte delle sue scelte sono mosse dalla mano invisibile di Raimondo di Sangro che sembra suggerirgli misteri, approfondimenti scientifici e strade da seguire. Ma quando c’è di vero?

 

Nel suo volume «Ritornato in vita» (pubblicato per la prima volta nel 2016) descrive un aneddoto curioso, un fatto da cui ha tracciato il punto della situazione per credere che una simbiosi o una «reincarnazione» ha motivo di esistere.
L’esempio eclatante risale a qualche anno fa, quando commissionò ad uno scultore locale, una targa commemorativa per il principe di Sansevero; l’artigiano intento a finire il suo lavoro, notò la presenza di un personaggio ignoto, il quale si avvicinò allo scultore, gli fece notare che il colore non era quello giusto formulando una sua opinione e prima di sparire, pronunciò in quell’occasione una frase «il senso della vita è la morte» e se ne andò. Pochi giorni dopo, la stessa opinione fu espressa dal professore che non fu soddisfatto di quel colore. In un’altra circostanza legata a questo evento, fu mentre era in stazione ad aspettare la metro, venne urtato da un uomo anziano sulla sessantina (età della morte del principe) avvisandolo che aveva perso un biglietto.

 

Il prof. ringraziò l’uomo, raccolse il foglio su cui vi era scritto «Non c’è senso nella vita se tutto finisce con la morte». Una coincidenza?
Possibile che il principe Raimondo di Sangro sia «ritornato» fra noi più vivo che mai ?

 

 

Fonti consultate e materiale video

http://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/234301-prof-bari-la-reincarnazione-del-principe-sansevero/
https://www.leggo.it/pay/roma_pay/ritornato_in_vita_si_intitola_cosi_il_libro_edizione_db3_italia_che_bruno-3434391.html



Comments to Il principe di Sansevero Raimondo di Sangro è «Ritornato in vita». Bruno Maria di Bari ne è la reincarnazione

  • Queste storie sono affascinanti

    Chiara 27 maggio 2018 18:49 Rispondi
  • bell’argomento, però un po’ di attenzione alla forma non guasterebbe: “Ma quando c’è di vero?” mi ha inferto una coltellata.

    teresa 31 maggio 2018 11:45 Rispondi
    • Purtroppo qualche errore di battitura può sempre sfuggire, grazie per la segnalazione.

      Valentina Cosentino Valentina Cosentino 31 maggio 2018 14:50 Rispondi

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