Antonino Cannavacciuolo | Il suo pranzo di Natale

“La tradizione, per come l’ho appresa io, vuole che a Natale le famiglie – allargate a parenti acquisiti e di vario grado – si riuniscano intorno al tavolo per rinsaldare e rinnovare i vincoli che legano i loro membri. Spezzare insieme il pane e scambiarsi doni sono simboli di questo intento” racconta Cannavacciuolo nel suo libro. Basta immaginare queste tavolate che radunano nonni e nipoti, genitori e figli, fratelli e sorelle in un unico grande abbraccio attorno alle pietanze calde frutto della saggezza e della manualità delle donne di famiglia.

 

“Se esaminate i menu tipici di queste ricorrenze, noterete che, in qualche modo, corrispondono al differente spirito con cui le affrontiamo. Da una parte si avverte un desiderio di intimità, di calore; dall’altra una sottile voglia di «uscire da sé stessi», di esagerare, una buona volta, in attesa di ricominciare la routine quotidiana” spiega lo chef, proponendo dei menù assolutamente alternativi.

Menu Vigilia di Natale

Mousse di avocado, salmone, uova di quaglia e salsa acida
Spaghetto al nero di seppia e cozze
Lumaconi ripieni di baccalà, pomodori confit e salsa al limone
Dentice, castagne, sugo all’amatriciana
Composta di rabarbaro e fragole, gelato alla vaniglia
Menu di Natale

Polpette di gallina, il suo brodo, verdure in foglie
Plin di braciola, latte di bufala, pomodoro giallo
Tagliatelle, cime di rapa, animelle di agnello
Quaglia, scampo, finocchi e arance
Zuppetta di panettone, semifreddo al torrone

Menu di Capodanno

Gamberi, tuorlo d’uovo, caviale e cipollotti
Branzino, caprino, mela verde e sedano rapa
Spaghetto allo zafferano, ricci di mare, quinoa croccante
Zuppetta di lenticchie, zampone e scampi in tempura
Ananas, cocco e lamponi
La cucina degli avanzi

Quiche di pesce e porro
Lasagna pasticciata
Peperone ripieno
Pasta mista
Uovo ingabbiato

La raccomandazione dello chef

Prima di farvi gli auguri voglio sottolineare una cosa a cui tengo molto. In questo libro troverete una parte dedicata a quelli che si chiamano piatti di recupero: alla cucina degli avanzi, insomma. Nelle occasioni importanti – e queste di cui abbiamo parlato lo sono eccome ai fornelli tendiamo a strafare; è quasi inevitabile che sia cosí. Sprecare il cibo, però, è una cosa brutta, e non c’è bisogno di spiegare il perché. Perciò troverete qui dei consigli su come riutilizzare in maniera creativa quanto si è rivelato «di troppo». Vi assicuro che i risultati vi sorprenderanno.
Buon Natale e buon anno.