Il pomodoro del Piennolo: Miti e leggende sulla peculiarità vesuviana

Giovanna Iengo

Il pomodoro del Piennolo è una peculiarita tipicamente vesuviana, che per l’esclusività si presta alla fantasia di miti e leggende.

 

Il pomodoro è un alimento base della dieta mediterranea ed è diffuso su larga scala e in diverse varianti.
Nel napoletano vi è una specialità esclusiva che ha ottenuto il marchio di Denominazione di Origine Protetta. Si tratta del pomodorino del Piennolo, il quale cresce unicamente alle pendici del Vesuvio.

 

Soltanto 480 ettari dei paesi vesuviani posseggono le caratteristiche idonee a permettere lo sviluppo del peculiare frutto. Questi luoghi sono situati ad almeno 300 metri sopra il livello del mare e sono dotati di terreni lavici ricchi di sostante minerali. Ciò permette ai pomodorini di avere grandi quantità di minerali, acidi e zuccheri e basse concentrazioni d’acqua. Dalla forma allungata culminante in un’inconfondibile punta, hanno una buccia dura di un rosso molto intenso. Particolari e profondamente aciduli, i pomodori del Piennolo primeggiano in molteplici pietanze.

I miti e le leggende sul Piennolo

Questo alimento, grazie alla sua esclusività, è soggetto di racconti, fantasiosi e non, dei più variegati.
Ecco i più diffusi e accorati:

  • Si è soliti narrare che Lucifero abbia rubato un pezzo di Paradiso e l’abbia lanciato sulla Terra creando Napoli.
    Il tocco del Diavolo, però, provocò al luogo una tremenda aridità. Una volta scoperto il furto, Gesù pianse sul pezzo di Cielo a Lui sottratto. Le lacrime allora caddero sul Vesuvio regalandogli una miracolosa fertilità, le cui peculiarità rendono possibile la nascita del Piennolo.
  • Le donne del comune vesuviano di Torre del Greco, secondo un passaparola, erano esperte rammendatrici e intrecciatrici di reti da pesca. Quando i loro uomini partivano per il mare, venivano prese dalla mancanza e dal timore di perdere velocità e pratica. Perciò si esercitavano ad annodare qualsiasi cosa passasse loro sotto mano. Fu così che, trovatesi di fronte alle piante di pomodoro, riservarono a queste ultime lo stesso trattamento. Cosicché, da quel momento, nacque la tipica forma ingarbugliata del grappolo di Piennolo.
  • Il vicerè del Perù, per l’incoronazione di Ferdinando IV, regalò alla corte di Napoli il pomodoro. Il re, a quel punto, decise di farlo coltivare nel luogo più fertile posseduto: il Vesuvio. Il frutto lì non solo attecchì, ma sviluppò peculiarità organolettiche uniche, al punto da divenire l’imparagonabile Piennolo.

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