Il pernacchio è una cosa seria

Napoletanità
Articolo di , 07 Set 2015

Quando si tratta di comunicare, i napoletani sono maestri.
E’ ormai anche uno stereotipo il modo in cui parlano i partenopei (e le persone del sud in generale) tanta gestualità e tanta voce.
Ma oltre a questi modi più classici c’è anche una grande parte di comunicazione fatta di suoni. Non siamo gli unici ad usarli ovviamente, marinai e pastori hanno da sempre utilizzato suoni per coprire grandi distanze, come ad esempio i fischi o lo jodel, suono che inizialmente veniva usato per il bestiame o il soccorso ed è ora diventato un vero e proprio canto.

Se parliamo di Napoli invece tra i suoni usati per comunicare troviamo oltre al ben conosciuto fischio anche il pernacchio.
Il pernacchio è tipico della campania, la prima volta che il termine venne posto in un dizionario era già nel 1918 ma l’origine è dibattuta.
Nel 321 a.C. si ha la prima testimonianza del pernacchio da parte dei sanniti dopo la sconfitta dei romani nella zona di Benevento poichè essendo stati sconfitti e senza armi l’unica cosa rimasta era quella di sbeffeggiare i nemici.

I tempi cambiano ma il significato resta lo stesso.
Molti si ricorderanno la scena di Eduardo De Filippo quando spiega in dettaglio come va fatto il vero pernacchio in “L’oro di Napoli” che può anche essere utile per imparare per chi avesse zero conoscenza a riguardo.
Questo suono un pò particolare è stato utilizzato in moltissimi film comici, Totò, Fantozzi e moltissimi altri hanno usato questo suono nei propri film come forma di ribellione contro i soprusi, come contestazione, come dissenzo, come presa in giro e per deridere. Una forma popolare e democratica per esprimere la propria opinione.

Importante è però la distinzione tra pernacchio e pernacchia che sono due cose ben distinte.
Il primo, il pernacchio, è più forte, ma può variare tra lungo e breve, ed è a detta di Eduardo di Filippo quello originale mentre la pernacchia è quella più moderna, più leggera, è un suono più molle e meno derisorio.

Ecco il grande Eduardo che dà lezione di pernacchio.

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