La cura ora è a domicilio: nuova app dell’Istituto Pascale per connettere paziente e medico

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Articolo di , 23 Nov 2020

Operativa l’app che mette in contatto medico e paziente all’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli, e volta al contenimento dell’eccessivo afflusso di persone nella Struttura.

 

Informazioni fornite anche a chi è a casa, portando avanti una modalità di assistenza sanitaria che possiamo definire “connessa” in quanto espletata attraverso un’app digitale. Uno strumento che contribuisce sostanzialmente alla qualità di vita dei pazienti, che possono avere supporto e risposte alle loro domande in qualunque momento. Tanto più vero in epoca di pandemia, e per coloro che vivono esiti chirurgici di operazioni subite.

 

Questo progetto era stato presentato a inizio 2020 dal viceministro Sileri, ed oggi prende vita col nome di Sos Stomia.

Un’iniziativa premiata nella scorsa edizione del Forum PA Sanità, e promossa insieme alla Federazione di associazioni di incontinenti e stomizzati (Fais). Un nuovo modo per tutelare il benessere di pazienti incontinenti, stomizzati o ricanalizzati.

“La gestione della stomia si presta perfettamente alla modalità di erogazione del servizio poiché, nella maggior parte dei casi, è una condizione che può essere gestita anche da remoto” – così Paolo Delrio, capo dell’Oncologia Addominale. “Il progetto SOS prevede la predisposizione di un’app: in questo modo lo stomaterapista, nel nostro caso Leandro Eto e il chirurgo Bruno Marra, possono interagire con il paziente sia dall’ambulatorio di riferimento sia da altri luoghi, in modalità smart”.

 

Una volta che si sono registrati sulla piattaforma, possono essere erogate cure ai pazienti a domicilio che hanno optato per il servizio.

“Mai progetto fu più utile di questo in tempi di pandemia – così si esprime il direttore generale Attilio Bianchi – Grazie alla possibilità di avere a disposizione una consulenza “virtuale, i pazienti possono così evitare di recarsi fisicamente in ospedale, magari lontano dai loro luoghi di residenza,  quando non strettamente necessario: un’opportunità importante soprattutto per i pazienti con disabilità o a mobilità ridotta.”

 

(fonte ilriformista.it)

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