Il museo Diego Pignatelli Aragona Cortès di villa Pignatelli

Arte e Cultura
Articolo di , 14 Mar 2021

Il museo Diego Pignatelli Aragona Cortès si trova all’interno di villa Pignatelli, lungo la Riviera di Chiaia. Situato nel cuore della vita napoletana, è portagioie e testimone della vita di diverse famiglie di sangue blu del XIX secolo.

Per iniziare il plesso museale comprende il piano principale della villa monumentale e prende il nome del duca di Monteleone, nobile che l’abitò dal 1867. Gli altri due piani dei tre complessivi sono rispettivamente la cantina e il sottotetto. All’interno della struttura i vari turisti e curiosi possono osservare le stanze principali in cui si è vissuta la vita nobiliare e in cui sono esposte le preziose donazioni, le porcellane, l’argenteria, i gioielli e i documenti.

Le stanze del museo Diego Pignatelli Aragona Cortès 

Scopriamo insieme nel dettaglio la funzione, la struttura e la composizione delle varie stanze del museo Diego Pignatelli Aragona Cortès. Qui, infatti, possiamo trovare:

  • La sala da ballo: Costituisce l’ambiente più significante del museo. La sala ad oggi è adibita a luogo di conferenze e concerti. Il vasto salone rettangolare è decorato da specchiere con cornici in legno intagliato e da grandi lampadari di manifattura francese, di bronzo dorato e cristalli. Le pareti, inoltre, sono rivestite da intonaci e finto marmo e scandite da ventiquattro paraste sormontate da capitelli corinzi. Le sovrapporte della sala, infine, sono decorate da riquadri dipinti raffiguranti Amorini musicanti dell’artista romano Francesco Paliotti. In particolare risulta esposto il ritratto in bronzo dorato ottocentesco di Ferdinando Cortés, l’avo della famiglia Pignatelli.
  • La sala da pranzo: si caratterizza per la sua eleganza funzionale. La tavola centrale è apparecchiata con il servizio da tavola di rappresentanza eseguito intorno al 1830-40 dalla manifattura Bonneval di Limoges. È interessante notare come ogni piatto sia decorato con figure di uccelli, il cui nome è riportato sul retro in lingua francese. Sugli stipi, ai lati della sala, sono posizionati dei vasi ottocenteschi di esposizione sassone con motivi floreali o di provenienza giapponese. Il pavimento, in conclusione, è in parquet ed è recentemente restaurato.

Le altre stanze

  • La biblioteca: qui le pareti sono tappezzate da un parato in cuoio di inizio Novecento. Il mobilio della biblioteca, in primo luogo, è testimone di un gusto ecclettico. Come tale gli intagli e le decorazioni del legno richiamano i motivi ornamentali. Le poltrone presentano lo stemma Pignatelli ed una tappezzeria in cuoio che rimanda al rivestimento delle pareti. Fra i dipinti che arredano la sala spiccano, ad esempio, le tavole di Giovan Filippo Criscuolo, di Giuseppe De Sanctis e la statua in bronzo Narciso di Vincenzo Gemito. Nelle librerie, inoltre, sono conservate i volumi di varia letteratura italiana e francese, classici latini ed edizioni ottocentesche.
  • La veranda neoclassica: il monumentale colonnato, ispirato all’arte neodorica ai modelli dei templi di Paestum, è un capolavoro dell’architetto Pietro Valente. Posto insolitamente sulla facciata posteriore della villa prospiciente il giardino, è formato da venti colonne in marmo bianco di Carrara disposte in doppia fila, formanti un portico chiuso.

I salotti

  • Il salotto rosso: presenta stucchi e grisailles. Al suo ingresso, in particolare, è presente l’autoritratto di Leopoldo di Borbone. Il pavimento è in cotto dipinto a finti marmi e le pareti sono rivestite da una tappezzeria in damasco rosso. Per quanto riguarda il soffitto, è presente la tela raffigurante l’Allegoria dell’Architettura di Francesco Oliva, proveniente dall’Accademia di Belle Arti. La sala, infine, è impreziosita da consolles neobarocche in legno intagliato contenenti vasi cinesi e candelabri francesi.
  • Il salotto verde: è un ambiente di raccordo tra la biblioteca e la sala da pranzo. La decorazione del soffitto a Volte riprende le analoghe soluzioni adottate nelle sale da ballo e nel salotto azzurro. Il pavimento, ad esempio, è in cotto dipinto ed è simile a quello del salotto rosso. Nelle vetrine sono esposte porcellane delle maggiori manifatture napoletane ed europee del periodo carolino tra cui la Lavandaia, il Gentiluomo con marsina, la Scena galante con cagnolino. Del periodo ferdinandeo, infine, sono riportati le Dame e il Candeliere.
  • Il salotto azzurro: sontuosa sala di rappresentanza, è arredato con dei mobili provenienti esclusivamente dalla famiglia Pignatelli. Le pareti del salotto sono allestite con fotografie autografate da frequentatori illustri della villa. Tra le foto spicca quella della principessa Rosina in abito da sera, d’altra parte lei donò la villa allo Stato nel 1955. Meritano attenzione i vari orologi e candelabri di bronzo di produzione francesi, in vista sulla consolle di legno intagliato.
  • Il salottino pompeiano: si tratta di un piccolo gabinetto da toilette a forma semicircolare. L’impianto decorativo è attribuito all’architetto fiorentino Guglielmo Bechi, in servizio per gli Acton.

Fotografie scattate da Emanuela Francini

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