Il mito della Graziella: scoprendo Procida attraverso le sue tradizioni

Sveva Di Palma

L’elezione annuale della Graziella , a Procida , è un evento incredibilmente importante. Ogni estate, in concomitanza ma come acme finale e trionfante della Sagra del Mare , una giovane ragazza avrà l’onore di essere la più bella di Procida.  La Sagra del Mare, una delle più tradizionali feste procidane, riconnette ciclicamente l’isola flegrea alla propria fonte di vita: il mare. Infatti, nessuna isola del Tirreno ha lo stesso attaccamento al mare di Procida, del suo popolo fedele, ancora vivente nei miti e nei riti storici.

 

La Sagra del Mare e la nascita della “Graziella”

 

La nascita di questa festività essenziale al popolo procidano risale al 1939. La manifestazione dura tre giorni, tutti dedicati al mare, ancora principale risorsa economica dell’isola. Tre giorni di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’arte, di convegni, mostre, dibattiti, giochi, commemorazioni, concerti, happening di pittori, musicisti, poeti, con un unico grande tema di base: il mare.

 

Il momento clou, il climax più alto della manifestazione è, appunto, l’elezione della Graziella. Questa avviene durante l’ultimo giorno di festeggiamenti e racchiude il cuore di un’isola. Perché la Graziella non è solo la giovane donna più bella di Procida, ma anche colei che viene scelta per incarnarne lo spirito. Graziella è, insomma, il prototipo perfetto della procidana: bella, sì, ma semplice, pulita, mediterranea. Una donna che possiede i colori della terra, il calore del sole e la vitalità del mare.

 

A dare vita al mito di Graziella è stato il poeta francese Alphonse  de Lamartine. Proprio così: un francese ha fatto nascere un rituale procidano. Ed è questo che rende bellissima la cultura mediterranea, le sue contaminazioni, le sue fusioni. Lamartine scrisse il romanzo “Graziella” nel 1852 : narrazione di un viaggio in Italia compiuto da lui stesso diciottenne. Le peripezie raccontate portano il lettore alla meraviglia proprio per Napoli ed in particolare Procida. Incantato dalla bellezza del mare, dall’isola così selvaggia e quel popolo vero, impregnato di sale. Proprio durante il suo soggiorno a Procida, approdo di salvezza dopo un nubifragio, Alphonse conosce Graziella. Dolce, bella, semplice, Graziella è la figlia del pescatore che soccorre e ospita Lamartine. Nonostante l’amore che lega i due giovani, lei vive nella costante preoccupazione del ritorno di Alphonse in Francia.

 

Il giorno tanto temuto arriva e Alphonse è costretto a tornare in Francia, non senza aver promesso a Graziella il suo ritorno per passare il resto della vita insieme. Alphonse non mantiene la promessa e nel tempo cerca di dimenticarla.

 

Una sera al ritorno da un ballo, il giovane riceve una lettera. Graziella gli annuncia la sua malattia e il destino di morte da cui non può fuggire: lo esorta dunque a non dimenticarla mai e a portarla nel cuore per sempre. Alphonse conserverà per tutta la vita quella lettera, e il ricordo del suo primo amore.

 

Ed è dunque per ricordare lo spirito indomito, romantico e spontaneo della romantica Graziella di Lamartine che ogni anno si elegge una sua erede. Una erede spirituale che riesca a portare con sé il naturale splendore di Procida e ne porti l’immagine fedele al mondo.



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