Il misterioso rito di penitenza di Guardia Sanframondi

Il misterioso rito di penitenza di Guardia Sanframondi
4 (80%) 1 vote

 

Se pensiamo ai riti di penitenza ci vengono in mente tradizioni religiose antiche, legate ad una spiritualità profonda che trae origine da manifestazioni del folclore popolare. Oggi questo genere di pratica è sempre più raro, soprattutto nel mondo Occidentale, ma ci sono ancora tracce di un simile rito in un paesino della Campania chiamato Guardia Sanframondi, un comune italiano di 5.118 abitanti della provincia di Benevento. Questa località è conosciuta principalmente per i suoi vini pregiati e per i suggestivi riti settennali di penitenza in onore della Madonna Assunta, che hanno luogo a partire dal primo lunedì successivo al 15 agosto, fino alla domenica seguente. L’ultima manifestazione si è tenuta nel 2010, mentre la prossima si svolgerà quest’anno, da lunedì 21 a domenica 27 agosto.

Una tradizione dalle origini misteriose ed incerte

Le origini di questi riti di penitenza sono incerte: alcuni studiosi hanno avanzato l’ipotesi che una tale pratica derivi da culti pagani precristiani, mentre altri la fanno risalire al Medioevo, quando nel 1260 Raniero Fasani partì da Perugia in processione con dei disciplinati portandoli in tutta Europa. Il documento storico più antico sui riti di Guardia Sanframondi è datato 1620, anno in cui dopo una grave carestia la popolazione decise di portare in processione la Madonna Assunta. Da un atto del 1702 risulta che durante le processioni i confratelli della Madonna del Pianto di Cerreto Sannita indossavano il sacco con il cappuccio per battersi e mortificarsi con la frusta o con la disciplina.

In cosa consiste il rito di penitenza?

Nel corso della settimana successiva al ferragosto, i fedeli si riuniscono per invocare il perdono della Madonna Assunta con un rito di espiazione dei peccati che passa attraverso il sacrificio e il dolore. Vi prendono parte uomini e donne vestiti con un saio bianco e con il capo coperto da un cappuccio, i quali si feriscono al ritmo di un tamburo invocando la pace e la serenità perdute. I penitenti si suddividono in due categorie: i Flagellanti, che si battono con una disciplina di ferro a tre corde, e i Battenti, che si percuotono il petto con una spugna di sughero. Molti di essi cadono in ginocchio durante la processione, facendosi il segno della croce e invocando il perdono tra pianti e preghiere. Tanti sono i fedeli che giungono in paese ad assistere a questa manifestazione d’altri tempi, fatta di urla disperate, commozione e sofferenza, con un’atmosfera mistica e surreale. Quello di Guardi Sanframondi viene perciò considerato il più grande rito di penitenza del mondo Occidentale, paragonabile soltanto ad alcune celebrazioni diffuse in Messico o nelle Filippine.

Per saperne di più: https://www.ritisettennali.org/



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu