Il Mammone. Il mostro leggendario che spaventa i bambini napoletani eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Il Mammone. Il mostro leggendario che spaventa i bambini napoletani
Annunziata Buggio

Il Mammone. Il mostro leggendario che spaventa i bambini napoletani

"Mo' chiamo il Mammone": quante volte genitori e nonni hanno abusato di questa frase per farci stare tranquilli? Ma sapete come nasce questa creatura leggendaria e che aspetto ha?

Il Mammone è una creatura oscura e leggendaria che compare spesso in molti racconti popolari tramandati dalla cultura tradizionale del centro-sud. A Napoli si usa chiamare il Mammone per zittire i bambini disubbidienti e dispettosi.

«Pubblicato dappertutto questo bando la gente accorse a torme fin dagli estremi del mondo, per trovarsi allo scrutinio e tentare la propria fortuna. E chi diceva che pelle di gatto mammone, chi di lupo cerviere, chi di coccodrillo, chi d’un animale e chi d’un altro».

Da «Il Pentamerone» ovvero «Lo cunto de li cunti» di Giambattista Basile tratto dal racconto «La Pulce». Altri riferimenti al Mammone sono descritti nella storia di «Corvetto» e «I sette colombi».

Chi è il Mammone a Napoli

”Zitto, zitto! Mò vene ‘o Mammone”. Quante volte le nostre nonne e le nostre mamme hanno abusato di questa popolare frase per invocare un’immaginaria creatura (infernale) che le aiutasse a zittire i bambini irrequieti, suscitando quel pizzico di mistero, di paura e di curiosità nel vedere in faccia questa temibile presenza.
Ma da dove viene il Mammone, chi è ?

La definizione e il significato di Mammone trae origini dall’antichità ”Mammóna” voce biblica di origine siriaca che fa riferimento all’accumulo di ricchezze terrene e di beni materiali ammassati in fretta e senza troppi scrupoli, elevati e divinizzati; dal verso di Matteo nel solenne Discorso della Montagna:- «non potete servire insieme a Dio e a mammona» traduzione del latino «non potestis Deo servire et mammonae» (Matteo 6, 24 e Luca 16, 13, che ha mamonae).

Mammona nella versione biblica fu assimilato ad un dio pagano della ricchezza (tipo Plutone) connesso al mondo degli Inferi, del sottoterra, là dove giacciono i tesori.
Ricchezza che secondo l’interpretazione cristiana si annidava nella ”tentazione” considerata come un peccato e da cui Mammona suggerirebbe l’attribuzione al Diavolo, al Maligno, piuttosto che alla presenza fisica e infernale del demonio.

Mammona, evocata dai racconti biblici sin dall’antichità e assorbita dalla cultura popolare del Medio-Oriente è poi giunta nelle tradizioni popolari del Sud Italia con una serie di racconti, fiabe e favole ispirate ad una creatura infernale: il famoso Mammone, Gatto Mammone o re dei Gatti. Secondo le leggende popolari, fu una terribile creatura notturna dotata di ferocia aggressività capace di sbranare in pochi minuti il bestiame dei contadini mentre secondo altre credenze locali, adoperò la sua arte predatoria per rapire i bambini nel cuore della notte.

In passato, proprio queste fantasie popolari hanno alimentato tante ”tragiche” storielle, raccontate per tenere buoni i bambini troppo vivaci che spesso si allontanavano da casa per giocare nei campi vicini, con la speranza di trattenerli in casa ai fini di studio o per spingerli a completare i pasti, adoperando il sentimento della «paura» come strumento di obbedienza e di rispetto.
Allo stesso modo il Mammone è presente nella nostra cultura napoletana e convive con altre creature popolari: la bella Mbriana, il Munaciello e i fantasmi storici.

Che aspetto ha il Mammone?

Per molti secoli, il Mammone ha ”infestato” con la sua oscura presenza le credenze popolari del centro-sud Italia tanto da contrapporlo a Dio; si immaginava fosse un gatto gigante dall’aspetto terrificante il cui nome potrebbe derivare da «Gatto» (nel Medioevo questo animale fu associato al demoniaco) unito al termine «Maimūn» che in arabo significa scimmia (secondo la tradizione orientale sarebbe un genere di babbuino).

Quest’incrocio bestiale avrebbe generato un animale sacro votato a qualche culto sinistro (come accadde anche ai maiali) incline al demoniaco. Per tale motivo e per molto tempo, i gatti (gatti neri specialmente) furono considerati l’incarnazione del male.

Così nacque la leggenda del Gatto Mammone simbolo della forza infernale, una figura un tempo temuta in particolar modo dai bambini del Centro-Sud perchè si raccontava che rapisse i piccoli nel cuore della notte per condurli sottoterra; figura ormai esorcizzata nei corso dei secoli.

A Napoli si raccontava che il Mammone vivesse all’interno del Vesuvio, essendo una creatura infernale, accorresse giù dal monte perchè invocata dalle madri per placare la ‘nziria, ovvero i capricci dei bambini disubbidienti. Una specie di diavoletto incline a fare gli scherzi ai più piccoli:- ”Zitto, zitto! Mò vene ‘o Mammone!”.

Per la storia è realmente esistito il «Mammone» all’anagrafe Gaetano Coletta, uno dei briganti più spietati e sanguinari che il centro-sud avesse mai conosciuto e che combattè al fianco dei Borbone per scacciare i francesi e placare la Repubblica Napoletana. Incrociarlo sulla strada significava veder l’Inferno, incline alla violenza più inaudita.Vincenzo Cuoco scrisse:
“…il suo desiderio di sangue umano era tale che si beveva tutto quello che usciva
dagli infelici che faceva scannare”.

La figura magica e oscura del «Mammone» è entrata di soppiatto nella letteratura, nell’arte e nella cultura di massa, tanto da alimentare anche la fantasia e i racconti popolari del nord Europa; e c’è chi giura di averlo visto nel nostro Paese aggirarsi di notte e che sia stato «miracolato» scampando dalla sua micidiale aggressione.

FONTI

ecampania.it/event/mo-vene-o-mammone-storia-breve-un-povero-diavolo/

storienapoli.it/2021/06/26/mammone-mostro-origini/

 

© 2026 Grandenapoli.it – Riproduzione riservata – Questo contenuto originale è di Grandenapoli.it e pertanto protetto da copyright.
Whatsapp Canale Whatsapp Canale