Il liquore di mandarino dei Campi Flegrei: la storia e la preparazione

Cucina
Articolo di , 28 Apr 2021

I liquori rientrano tra i prodotti nostrani di massima espressione della cultura e della tradizione campana. Bere un digestivo dopo pranzo o cena, durante una festa o un aperitivo è un gesto atavico per le famiglie napoletane. Una delle peculiarità di queste bevande è il primeggiare del sapore della frutta tipica locale, ovviamente a km 0. Un chiaro esempio è il liquore di mandarino dei Campi Flegrei. Ha un sapore agrodolce che pizzica al palato e, soprattutto, una storia tutta da scoprire!

La storia del liquore di mandarino dei Campi Flegrei

La storia del liquore di mandarino dei Campi Flegrei affonda le sue radici nel XIX secolo in Cina. Il mandarino, di fatto, è un prodotto esportato dal continente asiatico. I cinesi usarono questo agrume per omaggiare le varie amicizie provenienti da terre lontane. I primi ad esportarlo furono i maltesi e inglesi nei primi anni dell’ottocento ma all’epoca il mandarino fu soltanto usato come materiale di studio e di ricerche, in quanto non vi furono ancora le condizioni climatiche per garantirne la coltivazione.

Nel 1816 il mandarino giunse per la prima volta all’Orto botanico di Palermo, una delle più rinomate istituzioni scientifiche dell’ottocento. I direttori Giuseppe e Vincenzo Tineo lo citarono in un indice che indicò tutte le piante messe a dimora che, nell’arco di poco tempo, presenziarono molto frequentemente nei giardini, terre e ville sicule. Fu proprio la Sicilia la prima esportatrice dei mandarini in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo. Il mandarino in seguito giunse anche al Real Orto Botanico di Napoli diretto da Michele Tenore ed ai giardini di Capodimonte. Tale veicolazione fu il risultato del legame molto stretto che legò in quegli anni la Sicilia con la dinastia della famiglia Borbone di Napoli. L’agrume divenne uno dei pasti preferiti dei nobili napoletani e venne classificato come una vera e propria delizia.

In trent’anni gli agrumeti e le coltivazioni delle piante di mandarino divennero sempre più prosperose e il frutto giunse in Sardegna, in tutto il sud Italia e in Spagna grazie al commercio tra Palermo e Genova.

La preparazione

Il liquore di mandarino dei Campi Flegrei è di preparazione nettamente familiare nelle zone di Napoli, Bacoli, Pozzuoli, isole di Procida ed Ischia. Ad oggi possiamo considerarlo a tutti gli effetti un prodotto nostrano, infatti, nell’aprile 2015 la Regione Campania ha inserito il mandarino dei Campi Flegrei ed il liquore di mandarino dei Campi Flegrei nell’elenco dei prodotti tradizionali della Campania, approvato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con decreto del 17 giugno 2015.

La preparazione e la ricetta, come per ogni liquore campano che si rispetti, sono estremamente economiche e veloci. Scopriamo insieme come realizzare il liquore di mandarino dei Campi Flegrei all’interno delle proprie mura domestiche!

Ingredienti

  • Un litro di alcool 95°
  • 800 c.c. di acqua naturale
  • 500gr di zucchero
  • 150/200g mandarini flegrei

Procedimento

Privare le bucce di mandarino della parte bianca e metterle a macerare per circa 3 giorni nell’alcol puro a 95° all’interno di un recipiente chiuso ermeticamente. Passato il tempo occorrente, basterà preparare il solito sciroppo. Si dovrà mettere in una padella la quantità indicata di acqua naturale e una volta giunta ad ebollizione andrà unita con lo zucchero che vi si scioglierà all’interno. Una volta terminato andrà unito lo sciroppo all’infuso e le bucce di mandarino andranno filtrate e gettate via.

Si otterrà un liquore estremamente profumato e fruttato dal colore intenso. Questo risultato è dovuto soprattutto alla posizione strategica in cui crescono le piantagioni di mandarino, ossia ai piedi del Vesuvio e in prossimità del mare.

Foto di copertina tratta da Fidelity Cucina

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