Il lago d’Averno, archeologia e mistero nei Campi Flegrei

Valentina Cosentino

C’era una grotta profonda e immensa di vasta apertura, rocciosa, difesa da un nero lago e dalle tenebre dei boschi sopra la quale nessun volatile poteva dirigere il cammino con le ali impunemente; un puzzo così intenso si diffondeva alle volte superiori sprigionandosi dalla oscura bocca. (Ecco perché i Greci chiamarono quel luogo Aornon)” Vir. Aen. VI, 238 ss.

Sarà per la forma perfettamente rotonda, per il panorama che si gode dall’alto con vista su Capri e Monte di Procida, sarà perché sono un archeologa e questo è uno di quei posti quasi magici, che trasuda storia ad ogni passo, ma io amo moltissimo il lago d’Averno.

A guardarlo dall’alto, con la bellezza del panorama, il verde ed il mare in lontananza, non si riesce proprio a capire come mai i Romani ed i Greci, prima di loro, assegnarono a questo lago una fama oscura, collocando proprio qui l’ingresso agli inferi.

Il nome Averno e gli uccelli

Partiamo dal nome: dal greco a – ornos, privo di uccelli, i greci che per primi arrivarono sulle sponde di questo grande e tondo lago vulcanico, notarono che qui non volavano uccelli, e attribuivano il fenomeno a presunte esalazioni velenose che il lago sprigionava. Fama, però, smentita energicamente dalla presenza oggi nelle acque del lago, oggi, di una comunità stanziale di folaghe, germani reali ed altre specie di anatre.

La Sibilla Cumana

Qui poi la tradizione colloca la grotta abitata dalla celebre Sibilla Cumana, la profetessa di Apollo. Questa grotta, in cui la profetessa si dice, si recasse per i suoi lavacri, è da non confondere con il ben più noto “antro” della stessa Sibilla situato nella poco distante Cuma, altro luogo ricco di fascino e suggestione. Ma torniamo alla profetessa, le Sibille erano le vergini sacerdotesse del dio Apollo, di cui quella di Cuma era la più famosa del mondo antico. Si narra appunto che, in un luogo presso il lago d’Averno, costei esercitasse il suo potere divinatorio scrivendo i responsi, in versi, sulle foglie di palma che con il vento poi si mischiavano rendendo il vaticinio di difficile e non certa interpretazione.

Un leggenda racconta che proprio di lei si innamorò il dio Apollo e pur di averla come sua sacerdotessa le offrì qualsiasi cosa volesse, lei gli chiese l’immortalità, ma si dimenticò di chiedere al dio l’eterna giovinezza, restando così desinata ad un lentissimo ed eterno invecchiamento, fino a che il suo corpo non si consumò completamente lasciando intatta solo la sua voce ed il potere divinatorio.

La tradizione popolare ha voluto identificare, qui sulle sponde del lago, proprio la grotta dalla quale la sibilla vaticinava o comunque uno dei luoghi destinati al suo culto. Si tratta di un cunicolo di circa 200 m che però l’archeologia ha spogliato di tutto il suo fascino riconoscendo in esso uno dei percorsi creati per collegare il lago al mare.

sibilla

Quindi, “facendo il conto”: niente uccelli, una profetessa oscura, l’ingresso degli inferi … insomma un posto tutt’altro che raccomandabile.

Le terme sulle sponde del lago

Eppure i romani, nonostante la fama “sinistra”, pur si fecero rapire dal fascino del luogo, infatti, costruirono un grande stabilimento termale di cui oggi si conservano solo i resti di una grande aula voltata, forse una grande piscina di acqua termo minerale, resti che lasciano solo percepire la grandezza ed il fasto di un tempo.

Tanta storia che fa sentire la sua voce ancora oggi se ci si incammina per il lungo lago, accessibile gratuitamente. Qui è possibile godere di una romantica e suggestiva passeggiata, inclusa la visita ai resti del cd tempio di Apollo (l’aula termale di cui sopra), e diversi sono i ristoranti tipici in cui poter assaggiare i piatti tipici della cucina napoletana ed il vino che, nei Campi Flegrei, viene prodotto da generazioni.

Il lago comunque, formatosi circa 4000 anni fa nel cratere di un vulcano spento, al di là di ogni leggenda resta forse uno dei più bei laghi vulcanici che costellano l’area.

È un posto unico in cui lasciarsi rapire dalle leggende antiche, dal buon cibo, e da panorama invidiato da mezzo mondo… insomma, quando si va?

Apollo



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu