Il gattò di patate, una torta salata degna della tavola di un re eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Il gattò di patate, una torta salata degna della tavola di un re
Valentina Cosentino
Foto Shutterstock

Il gattò di patate, una torta salata degna della tavola di un re

Il gattò (o gateau) di patate è uno dei piatti tipici della cucina napoletana, nato alla corte del re. Che si preferisca mangiarlo caldissimo, con la provola filante, o freddo, è una delizia irresistibile. Ecco la ricetta delle tradizione.

Si sa Napoli è stata la città delle mille dominazioni, attraverso i  secoli ognuno dei regnanti ha lasciato in città tradizioni, storia, arte, ma anche la cucina. Ed è così che la cucina napoletana, oggi molto ben caratterizzata da svariati piatti tipici, sia un vero crogiolo di esperienze, di tradizioni culinarie e di gusti diversi sapientemente armonizzati dalla cultura e dagli ingredienti locali.

Il gateau di patate è uno di questi piatti, apparentemente poco mediterraneo e dal nome decisamente francese. Eppure a dispetto delle apparenze anche il gateau, o gattò, come si dice qui, è nato proprio in città.

Come nasce il gateau di patate

Già ma quando? proprio il nome non esattamente derivato dalla tradizione linguistica napoletana, la dice lunga. Siamo nella Napoli della metà del settecento. La Napoli di Ferdinando e Maria Carolina. La nobile figli di Maria Teresa d’Asburgo, sorella di Maria Antonietta di Francia, introdusse nel regno il gusto francese, in molte cose e la cucina fu una di esse.

La Regina affidò la cucina di corte a cuochi di altissimo rango, cuochi che i napoletani iniziarono a chiamare monzù, storpiatura del france “monsier“. Ed è così che questi master chef di altri tempi iniziarono a sperimentare ricette francesi e di respiro europeo con ingredienti tutti napoletani. Ma non solo, i cuochi napoletani, mescolando la tradizione dei cuochi francesi, diedero vita anche loro a interessanti sperimentazioni in un clima di produttivo scambio culinario.

In questo clima di sperimentazione accade che molte denominazioni francesi entrarono nell’uso comune e così un piatto con salame locale, provola affumicata e le modestissime patate divenne un gateau, torta salata degna della tavola di un re. Monsier, monzù, gateau, gattò nelle semplificazioni linguistiche napoletane.

All’epoca esistevano gateau, torte, a base di svariati tipi verdure, questa delizia di patate ha decisamente sfidato il tempo, ed oggi è uno dei piatti tipici della cucina napoletana.

C’è chi lo mangia freddo, chi lo preferisce riposato e chi invece lo mangia solo caldissimo con la provola filante, in ogni caso resta un piatto versatile e gustoso da poter essere degustato come aperitivo, in piccoli tocchetti, o come piatto unico.

La Ricetta del gattò di patate

Occorre un premessa, come tutti i piatti tipici anche il gateau ha tantissime piccole varianti a seconda del gusto personale e delle tradizioni familiari. Le varianti riguardano soprattutto gli ingredienti dell’imbottitura da cui però devono essere decisamente banditi wrustel, emmental sottilette e simili, insomma, tutto quando non rientri nella tradizione napoletana, unica eccezione resta il nordico burro che fa parte di una delle innovazioni già nella ricetta tradizionale.

Ingredienti del gateau

  • 2 kg di patate vecchie preferibilmente a pasta gialla
  • 1 bicchiere di latte intero (solo all’occorrenza)
  • 100 g di burro più un altro po’ per imburrare la teglia e da distribuire a fiocchetti sulla superficie
  • 200 g di salame tipo Napoli tagliato a listarelle
  • 300 g di provola affumicata tagliata a dadini
  • 2 uova
  • 150 g di parmigiano grattugiato
  • 100 g pangrattato
  • sale e pepe nero macinato qb

(a piacere si può aggiungere mozzarella o prosciutto cotto)

Procedimento

Lessare le patate, sbucciarle e schiacciarle, aggiungere il burro ed il sale (senza esagerare perché gli ingredienti contribuiranno a salare l’impasto), la scamorza, il salame il parmigiano, e gli altri ingredienti dell’imbottitura. Quindi aggiungere le uova, uno alla volta per verificare la compattezza dell’impasto. Se dovesse risultare troppo duro aggiungere il bicchiere di latte (se si è usata mozzarella non usare il latte). Ungere la teglia con una noce di burro e cospargere con il pangrattato. Versare il composto di patate ottenuto nella teglia e cospargere la superficie con  il pangrattato per far formare la gustosa crosticina e terminare con fiocchetti di burro. Informare  a 180° per 30-40 minuti (a seconda dello spessore), fino a quando non si forma una crosta dorata.

Varianti

All’impasto di patate si possono aggiungere gustose varianti sostituendo i salumi, ad esempio, con friarielli o broccoli o altri tipi di verdure.

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