Il futuro della cultura parte da Napoli
Napoli ospita il grande forum della cultura italiana: riflettori su patrimonio, innovazione, turismo e creatività.
Un confronto tra cultura, economia e sviluppo
La tappa inaugurale, curata da Il Sole 24 Ore, rappresenta un momento di riflessione sull’evoluzione dell’industria culturale. Dalla valorizzazione del patrimonio fino all’editoria, i panel in programma il 13 giugno tracciano una mappa della cultura come motore di crescita sostenibile. Si parte con i saluti istituzionali che vedranno protagonisti di rilievo come Aurelio De Laurentiis, Massimiliano Gallo, Ruggero Cappuccio, Marisa Laurito, Lanfranco Li Cauli, insieme a esponenti del mondo accademico, imprenditoriale e delle istituzioni culturali.
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Sette tavoli tematici per immaginare nuove politiche culturali
Nel pomeriggio del 13 giugno, ci si sposta all’Accademia di Belle Arti, dove si attivano sette tavoli tematici, veri e propri laboratori di confronto dedicati ai grandi temi della cultura: audiovisivo, digitale e AI, valorizzazione del patrimonio, spettacolo dal vivo, borghi e turismo religioso, musica ed editoria/fumetto. Ciascun tavolo, coordinato da un esperto e animato da professionisti e operatori del settore, è pensato per mettere in luce criticità, buone pratiche e proposte operative da presentare nella giornata successiva. Una metodologia partecipativa che rafforza la funzione strategica degli Stati Generali come strumento di programmazione condivisa.
La restituzione pubblica: verso un’agenda culturale sostenibile
Il 14 giugno, sempre al Teatro Bellini, la seconda giornata degli Stati Generali si apre con la restituzione dei risultati dei tavoli tematici, arricchita dalla performance teatrale di Gea Martire e dal contributo musicale di Giovanni Block, la giornata vede la partecipazione di rapporteur qualificati come Titta Fiore, Giuseppe Ariano, Rosanna Romano, Giulio Baffi, Pasquale Scialò, Marina Fumo e Massimo Adinolfi. Le conclusioni sono affidate a Pier Luigi Petrillo, Felice Casucci, Armida Filippelli e ai rappresentanti delle istituzioni regionali. Un momento decisivo per trasformare idee e analisi in strategie concrete di sviluppo culturale e territoriale.
Da Napoli parte un messaggio forte e chiaro: la cultura non è un settore accessorio, ma una risorsa centrale per il futuro del Paese.

fonte: pagina facebook scabec

