Il Duomo di Amalfi: storia e descrizione di un monumento iconico

Monumenti
Articolo di , 01 Mar 2021

 

La ridente e affascinante Amalfi ha un luogo di culto cattolico iconico. Si tratta della cattedrale di Sant’Andrea, sede vescovile dell’Arcidiocesi di Amalfi e di Cava de’ Tirreni. Sita in piazza Duomo, è dedicata a sant’Andrea apostolo.

Una leggenda vuole che san Francesco d’Assisi sia giunto nel luogo nel 1218 per venerare le reliquie dell’apostolo, rimaste lì per due anni. In quell’occasione fondò il convento di Santa Maria degli Angeli, che poi venne dedicato a Sant’Antonio.

La cattedrale di Sant’Andrea

Il duca Mansone I fece erigere la cattedrale nel 987, accanto a quella del diciannovesimo secolo lì presente. All’epoca, nelle due, entrambe a tre navate, si officiava contemporaneamente. Poco dopo vennero perciò unite in un’unica chiesa in stile romanico a sei navate. Nel 1266 la navata sinistra più antica venne abbattuta e perciò ne rimasero cinque. Dallo spazio ricavato dall’abbattimento si ottenne quello per la costruzione del chiostro del Paradiso. Col periodo della controriforma i due edifici originari tornarono a essere separati.

 

Il più antico diventò la basilica del Crocifisso. Nel 24 dicembre del 1861 un forte vento fece cadere parte della facciata già in stato precario e Lorenzo Casalbore la ricostruì nel suo stile. La facciata attuale è dovuta a Errico Alvino, che se ne occupò nel diciannovesimo secolo con un bel team di architetti, donandole uno stile neomoresco con influenze neogotiche, al quale si accede tramite un atrio che collega il campanile, il chiostro del Paradiso e la chiesa del Crocifisso. Polifore, torrette a pianta circolare, policromia e smaltature rendono il luogo particolareggiato.

 

Interno

Il portale maggiore ha una lunetta con all’interno un affresco di Domenico Morelli e Paolo Vetri, e una porta in bronzo fuso a Costantinopoli. L’interno ha forme barocche e pianta basilicale con transetto e abside, con marmi commessi che racchiudono colonne antiche. I soffitti a cassettoni coprono le navate. L’altare maggiore è barocco ed è sormontato da una tela che raffigura La crocifissione di sant’Andrea Apostolo, una copia di Mattia Preti. Sull’altare postconciliare vi è un moderno Crocifisso in legno dipinto. Nelle cappelle vi sono opere di arte gotica e rinascimentale. In una cappella vi è un gruppo ligneo che raffigura l’Apparizione di san Michele Arcangelo a san Fedele, sotto vi è la tomba di sant’Andrea. Il soffitto è adornato di fregi aurei. Lì si trovano le Storie di Sant’Andrea.

 

Nella navata sinistra c’è la statua reliquiaria del Martire proveniente dal cinquecento, assieme a quelle del Cristo morto e dell’Addolorata. Nel fondo della stessa navata, nella Cappella della Riconciliazione, c’è la reliquia del capo di sant’Andrea. Mentre nella sagrestia c’è la statua processionale del santo patrono risalente al settecento e chiusa in un armadio, lo stipo. Nella cattedrale c’è l’organo a canne Mascioni opus 835. La cripta sulla tomba del santo patrono è adornata da affreschi rilevanti, il cui maggiore è L’arrivo del corpo di Sant’Andrea nella cattedrale di Amalfi. Sull’altare c’è la statua bronzea di Sant’Andrea di Michelangelo Naccherino, la statua marmorea di San Lorenzo di Pietro Bernini e quella di Santo Stefano di uno scultore del luogo.

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