Il Complesso di San Lorenzo Maggiore e la Neapolis Sotterrata

Donatella Guetta

Il complesso di San Lorenzo Maggiore a Napoli, ricco di arte e storia, è stato reso nei secoli mirabilmente interessante

 

La sua realizzazione costituì un atto di fede come edificio religioso ma anche un simbolo della storia di Napoli e del popolo partenopeo.

 

Una Storia lunga 700 anni

La chiesa gotica di San Lorenzo Maggiore è la più antica chiesa francescana presente in città. La sua realizzazione ebbe inizio con Carlo I d’Angiò nel XIII secolo. Nel 1300 era già, nelle sue strutture essenziali, completa. L’imponente torre campanaria in piperno fu costruita in 20 anni, dal 1487 al 1507. Osservandola da piazza San Gaetano si possono ammirare gli stemmi in terracotta dei Sedili di Napoli e quello del Comune posti nel 1879 a testimonianza del fatto che i rappresentanti della città si riunivano nel convento per trattare di questioni relative a tributi e a faccende  amministrative.

 

Per diversi secoli si è ritenuto che la chiesa di San Lorenzo era stata eretta laddove sorgeva la basilica romana. Solo dopo le importantissime scoperte, avvenute tra il 1976 e il 1977, si è potuto affermare con certezza che la basilica era stata edificata invece sull’area in cui sorgeva il mercato alimentare romano (macellum). Si tratta di uno dei luoghi più centrali del tessuto urbanistico della città.

 

A pochi metri dal mercato spiccava l’antico tempio di Castore e Polluce di cui si conservano ancora oggi le due maestose colonne che si stagliano sulla facciata della chiesa di San Paolo Maggiore.

 

Entrando all’interno della chiesa di San Lorenzo Maggiore, osservando con attenzione il suo aspetto stilistico, si distingue la presenza di due stili gotici inconfondibili tra loro: uno per il coro e l’abside e un altro per la navata e il transetto.

 

Il coro e l’abside sono stati realizzati seguendo i criteri stilistici tipici del gotico francese probabilmente perché relativi al periodo in cui regnava Carlo I d’Angiò che, per orgoglio nazionalistico, mirava a costruire chiese secondo il modello francese. Caratteristiche del gotico francese sono, infatti, la planimetria circolare del coro, con deambulatorio e cappelle radiali, le volte a crociera su archi ogivali, i pilastri polistili e soprattutto il forte slancio ascensionale verso l’alto dell’architettura.

 

Dopo la costruzione del coro e dell’abside , dove risiede l’altare, che avveniva solitamente per prima rispetto a tutto il resto del complesso per poter utilizzare subito l’edificio per le funzioni religiose, si passò alla costruzione della navata e del transetto sotto la guida di un architetto italiano. Morto Carlo I d’Angiò, i francescani poterono proseguire la costruzione della chiesa secondo i criteri di povertà e semplicità assoluta del gotico italiano, con navata unica, priva di volte, come si confaceva all’insegnamento del loro padre, San Francesco d’Assisi. Anche le esigenze della predicazione del messaggio religioso, cui erano dediti i padri francescani, dettarono queste scelte per ottenere un’acustica migliore.

 

Purtroppo però il maestoso complesso architettonico della città subì numerosi danni in seguito a terribili terremoti che, per la necessità di rafforzare la statica della struttura, comportarono diverse modifiche e rimaneggiamenti. L’originario stile gotico venne intaccato a favore di rifacimenti di gusto barocco che ne deturpavano l’impronta originaria. Solo dopo la seconda guerra mondiale i lavori di restauro liberarono l’edificio religioso dagli stonati interventi di rifacimento.

 

Gli scavi di uno storico mercato

Nel 1958, durante i lavori di restauro della chiesa, rafforzando le fondamenta, dalla parte dell’abside emerse una strada.  Apparve evidente che ci si trovava dinanzi ad un cardine, cioè una strada perpendicolare che intersecava i decumani della città. Come è noto, la pianta della città era divisa in maglie a scacchiera, divise in cardini e decumani secondo le norme dettate da Ippodamo di Mileto.

 

E fu così che seguendo il percorso tracciato dal cardine ritrovato ci si ritrovò dinanzi all’edificio in cui si custodiva il tesoro dello stato ( aerarium).  Le scoperte non finivano di stupire: affioravano dal sottosuolo stanze, botteghe di vario tipo, tra cui quella del tintore, reperti e testimonianze di epoca romana come anfore, lucerne e monete del tempo di Nerone e di Vespasiano.

 

Anche scavando nel chiostro si portò alla luce testimonianze preziose: il pavimento a mosaico del mercato romano , la costruzione circolare dove si puliva e vendeva il pesce, cinque piccole botteghe ed altre affascinanti scoperte.

 

Le Curiosità che non tutti sanno

Oltre a innumerevoli artisti, scultori, pittori ed architetti che nei secoli hanno contribuito con le loro opere a rendere  questo luogo uno dei migliori monumenti della zona antica di Napoli per la magnificenza della sua architettura e per la preziosità delle opere che custodisce, altri uomini insigni frequentarono questo convento.

 

Francesco Petrarca fu ospite dei frati nella chiesa di San Lorenzo e condivise con loro la spaventosa notte del maremoto del del 25 novembre 1343.

 

Giovanni Boccaccio il sabato santo del 1336 vi conobbe la sua amata Fiammetta e se ne innamorò perdutamente.

 

Il complesso di San Lorenzo Maggiore è, per la nostra città, una testimonianza  della cultura e civiltà che qui è nata e si è sviluppata. Si mostra oggi più che mai, agli occhi del visitatore, in grado di stupire ed emozionare  per la  variegata espressione dei luoghi che lo compongono, per le  pregevoli  opere che custodisce ma soprattutto per la capacità che ha di offrire, in un unico respiro, la sua storia millenaria.

 

 COME ARRIVARE, ORARI E PREZZI

 

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