Il Cimitero di Poggioreale, un museo a cielo aperto

Grande Napoli

Per capire lo stile e le caratteristiche di una città  basterebbe farsi un giro nel suo cimitero, da lì si capiscono tante cose… E proprio per questo che oggi dedico l’articolo di questo blog al Cimitero di Poggioreale, un vero e proprio museo a cielo aperto, per riscoprire un mondo popolato di statue e lapidi, troppo a lungo considerato soltanto come luogo di dolore e di rimpianto. Volti di marmo, tratti addolciti da un velo di polvere secolare.

Napoli, città  di  leggende e misteri, città  esoterica con i sui tanti piccoli cimiteri nascosti e non, è anche la città  con uno dei maggiori cimiteri di’Europa, lo storico Cimitero di Poggioreale. Ha una superfice di circa cinquanta ettari, disposti in maniera discontinua sul versante meridionale della omonima collina.

Il Cimitero di Poggioreale è formato da due parti, separate dalla via Santa Maria del Pianto, quella a valle con ingresso principale dalla Via Nuova Poggioreale nota come Cimitero Monumentale e quella a monte ovvero, Cimitero della Pietà  e Cimitero Nuovissimo con ingresso dalla via Santa Maria del Pianto.

Merletti di pizzo scolpiti su pietra, mani congiunte in preghiera.
Lungi dall’essere un luogo cupo e macabro, il Cimitero Monumentale di Poggioreale ha tanto fascino da offrire a coloro che avranno la curiosità  di visitarlo per ammirare una tale ricchezza di statue, storie e aneddoti curiosi da suscitare meraviglia.

Imponenti mausolei, monumenti consumati dal tempo, cappelle private e tombe intrise di storia si susseguono attraverso un percorso narrato, lasciando al visitatore una sensazione di piacevole subbuglio interiore, lì in mezzo a mille percezioni.

Indubbiamente il complesso più noto dell’intera area è il Cimitero Monumentale di grande valore storico e culturale per la preziosità  delle sue tombe e delle sue statue, nonchè per il gran numero di cappelle e chiese contenute al suo interno e per il Quadrato degli uomini illustri.
Infatti la fame di questo cimitero è dovuta anche alla presenza delle tombe del tenore Enrico Caruso, di Eduardo Scarpetta, Nino Taranto e del grande attore Totò.
Quest’ultimo continua a ricevere, sulla tomba che lo ospita, lettere di estimatori da ogni parte d’Italia che intestano così le missive al defunto: “Al Principe Antonio De Curtis, Cimitero del Pianto, Napoli“.
Le lettere vengono lasciate sul sepolcro in marmo bianco recante il suo inconfondibile profilo in altorilievo.

Il Monumentale è il più antico e fu progettato nel 1812 da Francesco Maresca e approvato da Gioacchino Murat ma gli eventi politici causati dalle guerre napoleoniche ne rallentarono la realizzazione.
Un forte impulso fu dato da Ferdinando II di Borbone che ne volle il compimento. Sotto la direzione degli architetti Ciro Cuciniello e Luigi Malesci, ripresi nel 1836 i lavori, fu inaugurato nel novembre 1837 con l’apertura di un’area distinta e discosta, prossima al Cimitero del Tredici, sulla via Nuova del Campo, destinata ai deceduti per l’epidemia di colera. Questo settore è conosciuto come Cimitero dei Colerosi e attualmente non è più in uso.

Sempre nella parte Monumentale abbiamo il quadrilatero degli Uomini illustri. L’area comprende 157 monumenti suddivisi in 7 isole. Infatti non esiste un Famedio che accolga i personaggi ma sepolture singole. Pur nella notevole eterogeneità  di stili e dimensioni, l’insieme è di grande suggestione e invito a visitare questo luogo di forte suggestione emotiva.

Fra le personalità  di spicco qui sepolte figurano:

Carlo Forte, ingegnere economista, compositore
Benedetto Croce, filosofo, politico (tomba esterna, nelle immediate vicinanze dell’ingresso, essendo l’area satura),
Salvatore Di Giacomo, poeta e scrittore
Raffaele Viviani, drammaturgo.
Benedetto Cairoli politico
Carlo Pisacane (Monumento)
E. A. Mario, autore, fra l’altro, de La leggenda del Piave
Luigi Settembrini letterato e politico
Francesco De Sanctis, letterato e politico
Vincenzo Gemito, scultore
Giovanni Amendola, politico
Nicola Antonio Zingarelli, musicista
Saverio Mercadante, musicista
Luigi Giura, ingegnere cui si deve il magnifico Ponte “Real Ferdinando” sul Garigliano, primo esempio del genere in Europa (Gran Bretagna esclusa)
Sigismund Thalberg, musicista

 



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