Il Castello di Arechi a Salerno: il medioevo che si affaccia sul mare

Arte e Cultura
Articolo di , 21 Gen 2021

 

La bellissima Salerno offre ai suoi visitatori una ricca scelta di storia, cultura, natura. Ma poco riesce ad uguagliare il fascino del Castello Medievale di Arechi.

Come un vero guardiano della città, il Castello di Arechi si erge a circa 300 metri sopra il livello del mare. Domina, dalla sua altezza, l’intera città di Salerno e guarda dritto nel blu del Mar Tirreno. Lo stesso mare che incontra e bagna la splendida Costiera amalfitana, rendendola uno dei posti più belli della Campania.

 

Castello di Arechi : storia, leggenda e arte

 

Il Castello di Arechi si erge nella sua grandezza sul monte Bonadies, l’altura che troneggia su Salerno. Bonadies significa “buongiorno” ed è emblematico dell’alba che illumina il monte al sorgere del sole.

 

I primi insediamenti umani sul monte Bonadies sono databili al VI sec. d.C. Nel corso della guerra greco – gotica, ad opera del generale greco Narsete, fu fatto edificare un castrum

 

La turris maior a pianta rettangolare era costruita su diversi livelli ed aveva lo scopo di controllare il porto. All’epoca, inoltre, da lì partivano le vie percorribili per Nuceria Alfaterna (oggi Nocera Inferiore e Nocera Superiore). Nuceria era una città strategica ed una delle più grandi dell’antica Campania. La sua posizione assicurava vie di commercio e scambio per l’antica Salernum. La fortezza è ancora visibile nell’architettura del castello, soffermandosi su tratti di muratura in opera quadrata in tufo.

 

Tuttavia, c’è un motivo se il castello prende il nome di Arechi e non di Narsete.

Fu infatti il principe longobardo Arechi II a rendere la fortificazione il vertice di un sistema difensivo triangolare. Le mura difensive cingevano il monte e l’antica Salernum, rendendola “imprendibile per natura e per arte” , come scrive Paolo Diacono. Durante l’assedio normanno da parte di Roberto d’Altavilla (il Guiscardo), i longobardi si arresero non perché la fortezza fosse stata presa, ma per la fame.  A tutti gli effetti, dunque, Arechi ha creato una fortezza inespugnabile.

 

La dominazione normanna e successivamente angioina, meglio documentata di quella Sveva, servì ad allargare la struttura. Verranno aggiunte cisterne, corpi di fabbrica e tutto ciò che serviva a scopo abitativo. Sotto gli Aragonesi il castello visse il suo momento di gloria, di massima espansione. Le decorazioni provenienti da Vietri sul Mare, come le maioliche e le ceramiche, abbellirono il palazzo rendendolo abitabile da signori di alto rango oltre che dall’esercito.  Tutta questa ricchezza storica ed archeologica, è visitabile nel bellissimo Museo.

 

Il Museo del Castello di Arechi 

 

La ricchezza dei popoli longobardi, normanni, svevi, angioini ed aragonesi – la storia del Mediterraneo, insomma – è conservata perfettamente all’interno del Castelli di Arechi. Da quando il Castello è passato da possedimento privato a Proprietà della provincia di Salerno, negli anni ’60, i lavori di restauro hanno portato alla luce antichità di ogni tipo. Ed infatti, il visitatore curioso non può non perdersi all’interno del Museo di Arechi, tra vetri, ceramiche, oggetti di uso quotidiano e monete.

 

L’appassionato di numismatica, principalmente, si troverà attratto dall’interesse di monete antiche come i denari della zecca di Rouen, normanni. E, ancora, 21 monete d’oro provenienti dalla zecca di Palermo o Messina, che vanno da Ruggero a Tancredi. Le monete provenienti da più lontano sono quelle di Ibiza (Ebusus) e da Costantinopoli.

 

 

La passeggiata ed il paesaggio 

 

Arrivare dal Salerno città al Castello di Arechi è una vera avventura. Dal Duomo di Salerno si risale per i vicoli del centro storico, meraviglioso e ben preservato, attraversando poi la pineta ed i suoi gradoni in pietra. Risalendo la roccia, si scalano le pendici storiche del monte del “buongiorno”, il Bonadies, e ci si arrampica fino a raggiungere il Castello di Arechi. Quel castello che fece dire ad Alfonso Gatto “Salerno montuosamente marina” e offre al suo visitatore uno dei panorami più belli della Campania. Questo sentiero, che prosegue con una visita alla vicina Bastiglia e prosegue fino alle rovine della chiesa di Saragnano, viene chiamato “Il Sentiero del principe“.

 

Photo credits by residenzedepoca.it, salernodavivere.it, salerno.italiani.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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