Il Castello del Carmine, uno dei castelli dimenticati di Napoli

Valentina Cosentino
Il Castello del Carmine, uno dei castelli dimenticati di Napoli
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Napoli aveva ben sette castelli, questa è la storia del Castello del Carmine di cui oggi si conservano due torri come memoria della maestosità di un tempo.

Percorrendo La trafficatissima Via Marina, più o meno nei pressi di Piazza del Carmine ci si imbatte in due torri cilindriche. Sono quello che rimane del castello del Carmine, detto anche “Sperone”. Fu voluto da re Carlo III di Durazzo già nel 1382, per difendere la parte meridionale delle mura cittadine, e fu costruito in una zoan della Plus Napoletana e destinato da subito al solo uso militare, a differenza degli altri castelli della città che prevedevano anche alloggi di lusso destinate all’occorrenza alla famiglia reale.

Il castello fu poi detto del Carmine perché pressoché adiacente al convento del Carmine Maggiore, costruito già nel 1283. Il Nel corso dei secoli il progetto iniziale, che prevedeva due torri cilindriche un torrione e mura merlate, subì diversi rimaneggiamenti, di cui il primo più consistente nel 1484, in concomitanza con l’ampliamento delle mura della città  ad opera di Ferdinando I d’Aragona. Il torrione principale, fu riedificato in forma quadrata del 1512 dopo essere stato danneggiato da un’alluvione. Solo nel corso del ‘600 il castello fu in parte rimodernato e reso più confortevole per ospitare capitani di ventura più esigenti.

Nel 1906 fu demolito per rettificare l’ultimo tratto di Corso Garibaldi e presero il suo posto la caserma Giacomo Sani, adibita a panificio militare, poco più tardi i Magazzini militari. Anche questi ultimi due efidici furono pi demoliti o ampiamente rimaneggiati in epoca più recente.

Un video elaborato da Luigi Annunziata nell’ambito del Progetto “Il Castello del Carmine torna” delll’I.C.S. “Campo del Moricino”, e condivisa su YouTube da Carmine Negro, ricostruisce in 3D la bellezza di quello che doveva essere il castello all’epoca della sua costruzione.


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