Il Bagno di Venere al Giardino Inglese della Reggia di Caserta: tra gli scenari di un mito eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Il Bagno di Venere al Giardino Inglese della Reggia di Caserta: tra gli scenari di un mito
A. Genova
foto da www.reggiadicaserta.cultura.gov.it

Il Bagno di Venere al Giardino Inglese della Reggia di Caserta: tra gli scenari di un mito

Immerso in una quiete fuori dal mondo, come tra gli scenari di un mito, il Giardino Inglese della Reggia di Caserta è un incanto: perfetto nelle sue rovine, rigoglioso nella sua vegetazione e di un gusto romantico senza tempo. Nel cuore del giardino c’è Il Bagno di Venere, un ambiente dalla forza onirica intensa; qui, la statua della dea è raccolta nel momento intimo del rispecchiamento.

Oltre 200 specie vegetali, più o meno originarie del periodo dei Borbone, abbracciano e compongono il Giardino Inglese della Reggia di Caserta, un giardino interamente creato dall’uomo ma che sembra un piccolo sogno per quanto appare perfetto, rigoglioso e senza tempo.

Un giardino segreto di gusto romantico, dalla vegetazione florida ed eterna

Fu il giardiniere Graefer insieme all’architetto Vanvitelli a regalare alla regina Maria Carolina il sogno di un giardino in stile inglese, di gusto romantico, pieno zeppo di vegetazione e carico di simbologia, di acqua che scorre, di scorci incontaminati, di “presunte” rovine e statue archeologiche volutamente dimenticate qua e là.

Il percorso del Giardino Inglese è fin da subito un incanto e il visitatore della Reggia di Caserta (Patrimonio dell’Umanità dal 1997 insieme all’Acquedotto Carolino e al Belvedere di San Leucio), vi arriva dopo aver attraversato le infinite fontane del parco, come si arriva a un giardino segreto che non ti aspetti e di cui non sapevi di aver bisogno, fosse solo per un paio di respiri.

Tra tendaggi e tappeti di una vegetazione florida che si presenta eterna, tra il silenzio, il fresco, i pesci e la sensazione di essere accolto senza giudizio alcuno da tutta quella vita silenziosa che ti circonda, la sensazione che – anzi – qualcuno ti stia aspettando per farti vivere quella quiete fuori dal mondo, il Giardino Inglese della Reggia di Caserta si attraversa proprio così, come tra gli scenari di un mito.

Il Bagno di Venere e un istante di profonda riservatezza

L’Obelisco, il Tempietto, la Cappella gotica, le Serre, il Lago, il Tempio Diruto e Casa dei cigni, la Casa del Giardiniere, il Tempio italico, l’Aperia, la Piramide, la Fontana del Pastore, sono tutte aree uniche che costituiscono il Giardino Inglese per i suoi 23 ettari, ettari che si compongono di 228 specie arboree, 4 serre storiche e, in tutto, 24 sculture (qui la mappa).

Tra le sculture, sempre estremamente affascinante resta la Venere (ma che probabilmente rappresenta Diana) che abita il Bagno di Venere, un ambiente dalla forza onirica intensa, che costituisce proprio il cuore del Giardino Inglese, insieme al Criptoportico.

Anfratto segreto contenuto in un ulteriore ambiente esclusivo e mistico, il Criptoportico è una sorta di grotta semicircolare dentro la quale si è ricostruito un tempio in rovina, con colonne e pilastri. Sotto i piedi c’è un pavimento a mosaico, sulla volta delle aperture e ci sono anche delle rotture nel muro avvolte dalla vegetazione selvaggia. La suggestione di ritrovarsi in un mondo parallelo si amplifica, poi, grazie alle undici statue che provengono da Pompei e dalla collezione Farnese.

Il Criptoportico costeggia lo stesso laghetto nel quale si rispecchia la statua della Venere, costruita in marmo di Carrara da Tommaso Solari nel 1762, sul modello classico dell’“Afrodite accovacciata”. Opposta a lei, oltre il laghetto con una marea di ninfee e due isole, si eleva un Tasso secolare con le incredibili radici a vista, che danno l’impressione che l’acqua sgorghi attraverso di loro (come succede nella mitologia germanica).

La Venere quindi, proprio di fronte al Tasso dal quale la terra stessa sembra respirare, si china sul laghetto con una calma estrema, per osservarsi e osservare l’acqua, ogni goccia indistinta, come chi ha tutto il tempo a sua disposizione, un attimo prima del bagno.

Colta nel momento intimo del rispecchiamento, la Venere in marmo di Carrara è candida come poche ed è raccolta, spiritualmente e fisicamente, in un solo istante – dalla durata senza fine – che è un istante di profonda riservatezza, che il visitatore ha la fortuna di osservare.

In più (e infine) al visitatore, giunto un po’ per caso un po’ per istinto al cuore del Giardino Inglese della Reggia di Caserta, è offerta una prospettiva ancora più confidenziale della statua della dea. Superando un percorso parallelo con massi di tufo, in corrispondenza di una curva si giunge a un inaspettato scorcio che dà sulla schiena di Venere; ed è per questa furtiva vicinanza che si ha la definitiva sensazione di essere molto prossimi a un segreto. Chissà se a qualcuno verrà mai rivelato.

© 2026 Grandenapoli.it – Riproduzione riservata – Questo contenuto originale è di Grandenapoli.it e pertanto protetto da copyright.
Whatsapp Canale Whatsapp Canale