Il 6 Ottobre ricorre l'anniversario della Premiére di Così Parlo Bellavista eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Il 6 Ottobre ricorre l’anniversario della Premiére di Così Parlo Bellavista
G. Maiolini

Il 6 Ottobre ricorre l’anniversario della Premiére di Così Parlo Bellavista

Il 6 ottobre 1984 usciva nelle sale uno fra i film più iconici della cinematografia napoletana: Così parlò Bellavista!

Il 6 Ottobre ricorre un importante anniversario per il popolo napoletano, ossia la première del film Così parlò Bellavista, uscito nel 1984, tratto dal romanzo omonimo, sceneggiato e diretto da Luciano De Crescenzo. Difficile da spiegare a parole l’influenza che questo film ha avuto per Napoli a chi non è delle nostre parti.

Luciano De Crescenzo, e con lui tutta la sua produzione, fa parte di quell’universo di artisti attraverso i quali noi napoletani vogliamo essere rappresentati. Una realtà di non solo violenza e degrado, ma cultura, storia, arte e filosofia.

Così parlo Bellavista,  un ripasso veloce

E proprio di filosofia che, il romanzo prima ed il film, poi parlano. Un professore di nome Gennaro Bellavista insegna filosofia ai suoi condomini, finché a turbare l’ordine quotidiano della vita lenta arriva il dott. Cazzaniga, nuovo direttore del personale dell’Alfasud.

Sono anni in cui la competizione e la divergenza fra Milano e Napoli sono ancora molto forti e sentite. Molto di più rispetto ai giorni nostri. La globalizzazione ha fatto la sua parte e la propaganda politica altrettanto. Oggi ci sentiamo tutti un paese di serie B rispetto ad un Nord più a Nord del Po, ossia i paesi europei più ricchi.

Cionondimeno, in quegli anni, il dott. Cazzaniga e il prof. Bellavista non possono essersi simpatici, ma alla fine del film, scopriranno di non essere così diversi e di essersi giudicati male a vicenda.

Nessun personaggio della commedia risulta essere sottotono. Da Isa Danieli, che interpreta la moglie del professore, che la sera non digerisce i peperoni (“figuratevi la droga”), a Marina Confalone, nella sempiterna scena della lavatrice che non funziona, passando per il netturbino Sergio Solli e per il leggendario Benedetto Casillo, nei panni del vice sostituto portiere.

Il film è stato girato nel Palazzo Ruffo di Castelcicala, edificio di grande valore artistico e architettonico di Napoli, che sorge in Via Foria.

I temi trattati in Così parlò Bellavista

Il film costituisce un caposaldo imprescindibile della cultura cinematografica napoletana. Al suo interno, sono toccati moltissimi temi importanti legati alla nostra città e alla nostra cultura. Per questo, vedere Così parlò Bellavista equivale a studiare e conoscere Napoli.

  1. Nel film sono trattati, con la delicatezza che il Maestro De Crescenzo sapeva applicare, temi come il difficile rapporto dei napoletani con la camorra (ripassare il dialogo fra il professore e il camorrista, di cui segue un breve estratto):
    Voi invece siete coraggiosi. La notte mettete una bomba sotto una saracinesca, e vi sentite degli eroi.
    Magari o’ piano e sopra sta nu povero vicchiariello ca c’appizza a’ pelle… Ma a vuje c ve ne ‘mport, siete disoccupati, avete l’alibi morale.Siete napoletani e ammazzate Napoli. Eh già, perché ci sono i commercianti che falliscono, le industrie che chiudono, i ragazzi che sono costretti ad emigrare…Ah già, poi volevo dì un’altra cosa: ma tutto sommato, nunn’è che fate na vita ‘e merda?
    Perché penso io: Gesù sì, fate pure i miliardi, guadagnate, però vi ammazzate tra di voi, poi anche quando non vi ammazzate tra di voi, ci sono le vendette trasversali, vi ammazzano le mamme, le sorelle, i figli… Ma vi siete fatti bene i conti? Vi conviene?
  2. Il rapporto con la politica, in relazione, particolarmente al dubbio e alle certezze, così come del rapporto fra uomini:
    Il bene è il dubbio, quando voi incontrate una persona che ha dei dubbi state tranquilli, vuol dire che è una brava persona, vuol dire che è democratico, che è tollerante, quando invece incontrate questi qui, quelli che hanno le certezze, la fede incrollabile, e allora stateve accorte, vi dovete mettere paura, perché ricordatevi quello che vi dico: la fede è violenza, la fede in qualsiasi cosa è sempre violenza. Gli uomini, invece, gli uomini si dividono in uomini d’amore e uomini di libertà, a secondo se preferiscono vivere abbracciati gli uni con gli altri, oppure preferiscono vivere da soli e non essere scocciati.
  3. Ultima ma non ultima, il rapporto fra poesia e ironia, delegato a Giggino il Poeta, di cui seguono i versi più belli:
    Siamo angeli con un’ala soltanto, e possiamo volare solo restando abbracciati.
    ‘A droga mia ‘a tengo dinto ‘o core, ‘a cocaina mia se chiamma ammore.
    Professore, voi che soffrite nel budello oscuro, ‘a prossima vota pigliate ‘e scale, che è più sicuro.Niente da aggiungere. Chest’è.
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