I tre miracoli del medico santo Giuseppe Moscati

Carmen Notaro

San Giuseppe Moscati è uno dei santi a cui i napoletani sono più devoti. Scopriamo insieme quali sono i miracoli che hanno portato alla canonizzazione di questo medico.

 

San Giuseppe Moscati è sicuramente uno dei santi a cui i napoletani sono maggiormente legati. Egli ha saputo rappresentare l’equilibrio perfetto tra fede e scienza. Medico dei poveri e dei napoletani, vedeva in tutti i suoi pazienti il Cristo sofferente e per questo si faceva portatore di amore, solidarietà e compassione nello svolgere la sua missione di dottore. Beatificato nel 1975 da Papa Paolo VI, fu santificato da Papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1987, a 60 anni dalla sua morte. Quali sono i motivi che hanno portato alla santificazione di quest’uomo laico? 

La canonizzazione

Affinché un cristiano laico possa essere proclamato santo dalla Chiesa, deve aver vissuto secondo le virtù cristiane e aver compiuto almeno un miracolo. Nessun dubbio sul fatto che Giuseppe Moscati abbia incarnato perfettamente l’ideale di un cristiano laico vissuto secondo le virtù cristiane. Oltre a questo, gli sono stati attribuiti e riconosciuti ben tre miracoli in seguito alla guarigione di tre persone: Costantino Nazzaro, Raffaele Perrotta, Giuseppe Montefusco.

Primo miracolo

Costantino Nazzaro era un maresciallo agente di custodia che si ammalò nel 1923 a causa di un ascesso freddo alla radice della gamba destra. Quando le sue condizioni si aggravarono, i medici gli diagnosticarono il “morbo di Addison”. Nessuna cura disponibile, morte certa. Nel 1954 Costantino si recò nella chiesa del Gesù Nuovo a Napoli e pregò per la prima volta davanti alla tomba di San Giuseppe Moscati. Per quattro mesi con cadenza regolare di 15 giorni Nazzaro si recò nel medesimo luogo per pregare. Una notte sognò di essere operato da San Giuseppe Moscati e l’indomani si svegliò completamente guarito. 

Secondo miracolo

A Raffaele Perrotta fu diagnosticata fin da piccolo una meningite cerebrospinale meningococcica in forma grave. Per i medici il bambino non aveva speranze di sopravvivere a lungo. Quando le sue condizioni si aggravarono, la madre invocò San Giuseppe Moscati, dopodiché pose una foto del medico sotto il cuscino del figlio. Dopo qualche ora il ragazzo si riprese e la malattia fu debellata. Era la notte tra il 7 e l’8 febbraio 1941. Pur essendo questo miracolo avvenuto cronologicamente prima di quello di Costantino Nazzaro, è stato riconosciuto dalla Chiesa solo dopo.

Terzo miracolo

Giuseppe Montefusco era presente alla canonizzazione di San Giuseppe Moscati. Quando nel 1978, a soli 20 anni, cominciò a soffrire di astenia, pallore, vertigini e inappetenza, i medici gli diagnosticarono una leucemia acuta mieloblastica. Nessuna cura miracolosa avrebbe permesso a Giuseppe di guarire. Una notte sua madre sognò di un medico in camice bianco. Raccontato del sogno al suo parroco, quest’ultimo le disse che doveva sicuramente trattarsi di Giuseppe Moscati. La donna si recò, quindi, nella chiesa del Gesù Nuovo a pregare e dopo meno di un mese il figlio guarì.

La sua miracolosa missione

Queste tre guarigioni, inspiegabili da un punto di vista esclusivamente medico-scientifico, rappresentano i tre miracoli che la Chiesa ha riconosciuto al medico napoletano. In realtà, sono molte altre le persone che giurano di essere state guarite da San Giuseppe Moscati. Ancora più elevato è il numero dei devoti che gli rendono omaggio ogni giorno ed in particolare il 16 novembre, giorno in cui viene celebrata la sua festa liturgica. Come Giovanni Paolo II affermò: “Il movente della sua attività come medico non fu dunque il solo dovere professionale, ma la consapevolezza di essere stato posto da Dio nel mondo per operare secondo i suoi piani, per apportare quindi, con amore, il sollievo che la scienza medica offre nel lenire il dolore e ridare la salute”.



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