I testi fantasma celati dietro la Divina Commedia di Dante Alighieri portano a Napoli
Le scritture fantasma di Dante Alighieri portano alla città di Napoli.
Sono stati svelati, finalmente, i testi fantasma celati dietro le pagine di uno dei più popolari testi del mondo: la Divina Commedia di Dante Alighieri. L’esistenza di questi testi nascosti era risaputa da tempo, ma il loro contenuto viene svelato dopo ben sette secoli.
Il ritrovamento porta direttamente alla città di Napoli per un motivo davvero inaspettato: le origini del codice potrebbero essere partenopee.
Dopo sette anni sono stati svelati i testi di un codice dantesco, le origini portano a Napoli
Il manoscritto coinvolto nello studio e nella rivelazione è quello del 1084 custodito dalla Biblioteca Trivulziana di Milano: il codice è stato ricostruito dalle indagini indagini multispettrali condotte nel corso della Summer School Intradams (Integrating Traditional and Digital Approaches in Manuscripts Studies) promossa dal Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l’Università di Rochester (Usa), la Biblioteca Trivulziana e Archivio Storico Civico di Milano, la Biblioteca Ambrosiana, la Fondazione Museo del Tesoro del Duomo e Archivio Capitolare di Vercelli.
L’origine del codice porta a Napoli, dove probabilmente è nato. La paleografa Marta Mangini ha parlato con Ansa, dichiarando: “Oltre la metà dei 248 fogli che compongono il manoscritto sono palinsesti, ossia sono stati scritti, cancellati e poi riscritti“.
“Finora – commenta il medievista Giacomo Vignodelli – sapevamo solo che nella prima metà del Quattrocento il codice era passato per le mani di un umanista e cancelliere della Repubblica di Genova, Giorgio De Via, e che successivamente era stato acquistato da Galeazzo Crivelli, il primo a portare la stampa a Milano“. I nuovi indizi riguardanti il codice dantesco lasciano immaginare che sia stato scritto a Napoli e che forse i fogli ‘riciclati’ e riutilizzabili abbiano viaggiato da Napoli a Genova.

