I sei registi napoletani che hanno segnato la storia del cinema

I sei registi napoletani che hanno segnato la storia del cinema
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La città di Napoli è nota per essere ricca di cultura, di arte e di storia, rappresentando una fonte d’ispirazione costante per registi che scelgono il capoluogo partenopeo come elemento fondamentale dei propri film. Basti pensare a Napoli velata, l’ultima pellicola di Ferzan Ozpetek, che ha reso omaggio alle bellezze della città, con i suoi pregi e le sue contraddizioni. In ambito cinematografico Napoli riveste dunque un ruolo di primo piano, in quanto culla di registi napoletani che hanno conferito al cinema italiano fama e prestigio a livello internazionale. Tra passato e presente, molti sono i registi che si sono distinti per le loro doti artistiche e per la loro maestria nel realizzare film che hanno segnato la storia del cinema.

Paolo Sorrentino

 

Uno dei registi napoletani più affermati e acclamati dalla critica, vincitore del Premio Oscar nel 2014 per La grande bellezza, è Paolo Sorrentino, tifoso del Napoli e fan dei Talking Heads, appartenente alla scuola felliniana per ispirazione e suggestioni estetiche che danno ai suoi film una vena di fascino d’altri tempi, con una cura del dettaglio e della scenografia che contraddistingue il suo stile e lo rende unico nel suo genere. È inoltre vincitore di quattro European Film Awards, un Premio BAFTA, cinque David di Donatello, sette Nastri d’argento ed ha presentato cinque dei suoi film al Festival di Cannes aggiudicandosi il Premio della giuria per Il divo, candidato all’Oscar al miglior trucco. Nel 2015 ha diretto il film girato in lingua inglese Youth – La giovinezza (con Michael Caine, Rachel Weisz e Harvey Keitel), vincitore di tre European Film Awards tra cui Miglior Film, e nel 2016 la sua prima serie TV The Young Pope con protagonisti Jude Law, Diane Keaton e Silvio Orlando.

Mario Martone

 

Un altro regista e sceneggiatore napoletano è Mario Martone, che esordisce alla regia cinematografica con un cortometraggio nel 1980 e nel 1995 realizza il film L’amore molesto, in concorso al Festival di Cannes e vincitore del David di Donatello. Nell’autunno 2010 esce nelle sale italiane Noi credevamo, ispirato all’omonimo romanzo di Anna Banti, che ha vinto nel 2011 il premio Alabarda d’oro per il miglior film e la miglior sceneggiatura, mentre nell’aprile 2012 a Recanati annuncia un’opera cinematografica dedicata alla vita di Giacomo Leopardi: si tratta del film Il giovane favolosopresentato al Festival di Venezia il 1° settembre 2014, che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica. Martone è anche un noto regista teatrale e tra i suoi progetti rientra una serie televisiva sulla vita di Eduardo De Filippo, incentrata sulla Napoli del primo ‘900.

Edoardo De Angelis

 

È napoletano, classe 1978, anche il regista Edoardo De Angelis, noto al pubblico per aver girato il film in tre episodi Vieni a vivere a Napoli e per aver firmato la regia e la sceneggiatura di Indivisibili, presentato alla Mostra del cinema di Venezia, vincendo il Premio Pasinetti come Miglior Film e menzione speciale alle gemelle esordienti Angela Fontana e Marianna Fontana. Per Teresa Marchesi dell’Huffington Post, “Indivisibili è un film che sa fare del degrado ambientale e della sottocultura un valore assoluto”Il film ha vinto 6 David di Donatello 2017, 5 Nastri d’argento, oltre al Premio Guglielmo Biraghi per Angela e Marianna Fontana, ottenendo anche 8 Ciak d’oro.

Gabriele Salvatores

 

Non può mancare alla lista dei registi napoletani più famosi il vincitore del Premio Oscar per Mediterraneo Gabriele Salvatores, fondatore insieme a Diego Abatantuono della casa cinematografica Colorado Film. Tra le sue pellicole più note si annoverano Io non ho paura, il cui soggetto è tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, Quo vadis, baby? e Happy Family, tratto da una commedia teatrale di Alessandro Genovesi. Nel 2014 esce nelle sale italiane Il ragazzo invisibile, film commedia-fantascientifico sulla vita di un ragazzo di tredici anni dotato di super poteri, sulla scia dei fumetti e dei film della Marvel. Con questo film il regista vince un European Film Award venendo scelto dalla giuria dei giovani della European Film Academy.

Luciano De Crescenzo

 

Nato nel quartiere San Ferdinando, zona di Santa Lucia, De Crescenzo ha trascorso l’infanzia insieme ad un’altra star della nostra città, ovvero Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer. Personaggio poliedrico, De Crescenzo ha lavorato come autore in televisione e in varie vesti nel mondo del cinema. Nel 1984 avviene il suo esordio dietro la macchina da presa con Così parlò Bellavista, tratto dal suo best seller, in cui si parla di un professore di filosofia che si diletta a esporre le sue teorie ai suoi amici Salvatore, Saverio e Luigino, distinguendo in particolare l’umanità in “uomini d’amore”, come i napoletani, e “uomini di libertà”, come i milanesi. Il successo della pellicola, che ebbe dei buoni risultati al botteghino e una discreta critica, lo convinse a dirigere l’anno seguente Il mistero di Bellavista e la commedia a episodi 32 dicembre nel 1988, sulla relatività del tempo.

Massimo Troisi

 

Maestro indiscusso del cinema napoletano, Massimo Troisi è stato un attore, regista e sceneggiatore formatosi sulle tavole del palcoscenico, erede di Eduardo De Filippo e di Totò. Nato a San Giorgio a Cremano, si avvicina al teatro ancora studente e insieme ai suoi amici e colleghi Lello Arena ed Enzo Decaro dà vita alla Smorfia, una serie di sketch comici che dal Sancarluccio di Napoli approdano in tv. Tra i suoi film più celebri si ricordano Ricomincio da tre (1981), Scusate il ritardo (1983) Non ci resta che piangere, co-regia con Roberto Benigni (1984) Le vie del Signore sono finite (1987) Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1991), Il postino (1994).



Comments to I sei registi napoletani che hanno segnato la storia del cinema

  • e Antonio Capuano?? La guerra di Mario..Vito e gli Altri non son solo canzonette..

    Salva 3 febbraio 2018 22:37 Rispondi

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