I depositi di Ercolano ed i suoi tesori nascosti

Valentina Cosentino

I depositi di Ercolano nascondono una miriade di oggetti incredibili che raccontano la vita quotidiana ai tempi dell’eruzione. Presto potrebbero essere esposti in un museo dedicato firmato da Renzo Piano.

I depositi di ogni grande museo sono una vera miniera di tesori inestimabili che spesso non trovano posto nelle esposizioni permanenti. Se si è fortunati l’occasione per ammirarli è legata all’allestimento di qualche mostra specifica o in alcuni casi quando i musei stessi decidono, nei limiti delle loro possibilità, di aprire i propri depositi al pubblico.

Accade poi che in alcuni casi un grande sito archeologico come Ercolano un museo non lo abbia affatto. In realtà il museo di riferimento per tutti i siti vesuviani è Il MANN – Museo Archeologico di Napoli, anch’esso purtroppo già saturo di pezzi in esposizione e non.

Ed è così che i depositi degli scavi di Ercolano sono pieni di materiali scavati nel corso degli ultimi due secoli e che non hanno mai trovato una loro sede espositiva. Si tratta di mobili ed arredi in legno carbonizzato, come una culla, tavoli, tavolini, cassettiere, armadi di ogni tipo e dimensione, larari.

Si trovano anche resti di cibo, stauine, lucerne, piatti, ciotole pentole, e molto altro ancora. Insomma, tutti oggetti di uso quotidiano che non raccontano la grande storia, ma le tante piccole storie della gente di allora, le loro comuni esistenze, la loro quotidianità.

Tuttavia sembra che tutti questi oggetti possano presto avere una loro sede specifica per raccontare ai tanti turisti che ogni giorno arrivano ad Ercolano come si viveva al tempo dell’eruzione nella piccola cittadina ai piedi del Vesuvio.

Grazie all’interesse della fondazione dell’americano David Packard, sì proprio lui quello dei computer, presto anche Ercolano potrebbe avere il suo museo dove tutti questi oggetti per conservati nei depositi degli scavi potranno tornare a raccontare le loro storie.

Il progetto, a carico totale della fondazione che ad Ercolano ha già investito circa 18 milioni di Euro, sarà progetto da Renzo Piano, uno dei più grandi nomi dell’architettura internazionale, e dovrebbe essere collocato in un’area nei pressi dell’attuale padiglione dedicato alla barca di Ercolano. Il museo, nelle intenzioni del progettista, avrà un impatto ambientale minimo, probabilmente seminterrato per non interferire neppure con il profilo paesaggistico dell’area.

E’ la storia di un grande sogno che diventa realtà, far rivivere in qualche modo la vita di allora nei luoghi dove si svolse.

Non solo, quello tra la fondazione Packard ed Ercolano è un grande esempio di come un’interazione tra pubblico e privato nei beni culturali in Italia sia possibile, un grande esempio che si spera possa essere seguito da molti imprenditori del nostro paese.

L’archeologia, il passato, la storia e la loro conoscenza sono strumenti indispensabile per vivere il presente e preparasi il futuro.

Conoscere e valorizzare le proprie origini e la propria storia è un momento fondamentale per la vita di una comunità, le regala forza ed identità e questo David Packard lo ha ben capito, infatti il suo sogno più grande è quello di poter restituire ad Ercolano, per esporle lì dove sono state create, anche le statue e gli affreschi ora conservate, senza possibilità di esposizione, anche nei depositi del MANN.

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