I 10 pastori che non possono mancare sul vostro presepe
Il presepe è a gusto personale, ma ci sono dei pastori che secondo noi non dovrebbero mai mancare. Voi li avete?
Ormai il Natale è alle porte. Nella sempiterna lotta fra chi preferisce il panettone al pandoro, la pastiera agli struffoli, i canditi ai non canditi, si distingue anche chi in casa sua preferisce addobbare l’albero e chi preferisce costruire un bel presepe ricco di pastori.
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Nulla vieta, ovviamente, di mangiare tutto e di addobbare casa con tutto, ma a noi italiani e meridionali, evidentemente, le dispute piacciono e dobbiamo sempre azzuffarci.
Vogliamo qui di seguito elencarvi dei pastori che non possono mancare sul vostro presepe nel giorno di Natale. Se non li avete, vi consigliamo di fare una scappata di corsa, nel vento gelido di Dicembre a San Gregorio Armeno per accaparrarveli.
1) Lo Zampognaro ed il Ciaramellaro
Lo Zampognaro e il Ciaramellaro accompagnano la nascita di Gesù Bambino con il suono dei loro strumenti. Ricordano tradizioni musicali proveniente dalla zona dell’Irpinia, ma anche di Molise e Abruzzo.
2) I re Magi
Ovviamente non possono mancare i portatori di doni dall’oriente, Baldassarre, il Re moro, che porta in dono incenso, che rappresenta l’Africa e la notte; Gaspare, il Mago giovane, che offre oro e rappresenta L’Asia e il giorno; Melchiorre, il Mago vecchio, che offre mirra (una resina medica usata anche per imbalsamare i corpi) proprio come simbolo dell’immortalità del nascituro. Rappresenta l’Europa e l’aurora.
3) La zingara
La zingara ricorda l’antica sibilla, è un personaggio profetico. La riconoscerete dal cesto che porta, contenente strumenti da lavoro come chiodi, pinze e oggetti metallici. Gli stessi che saranno usati per la crocifissione di Gesù.
4) Il Diavolo
Non spaventatevi. Nel presepe napoletano spesso si cela il Diavolo e proprio per questo, il pastorello che lo rappresenta, esprime proprio il male nascosto. Può essere rappresentato dall’oste, dal “munaciello” o anche con le sue sembianze reali e terrificanti.
5) Gli angeli
Soprattutto l’angelo dell’Annunzio ai pastori, il quale svolge il compito di svegliarli dal sonno profondo per annunciare la nascita di Cristo. In più costituiscono anche un elemento scenico ed estetico importante nel presepe. Alcuni esempi sono l’angelo della Gloria del Padre, l’angelo della Gloria del figlio e l’angelo dello Spirito Santo.
6) Il Pastore della Meraviglia
Il pastore della Meraviglia spesso apre le abbraccia ed è in ginocchio, al cospetto di Cristo, estasiato dalla sua vista e irradiato dalla sacralità della nascita.
7) L’oste
Come preannunciato al punto 4), spesso l’oste simboleggia il male nascosto di Satana. Nel racconto popolare, in realtà, simboleggia Belfagor, un demone travestito da oste, che offre rifugio a Giuseppe e Maria al fine di uccidere quest’ultima e impedire la nascita del figlio di Dio.
Simboleggia anche la cessione ai peccati, lascivia, eccesso, vizio, come testimoniano anche le sue forme opulente.
8) La lavandara
Solitamente collocata nei pressi di una fontana o comunque di una fonte d’acqua, dove lava i teli utilizzati per il parto. Simboleggia la pulizia dei peccati degli uomini, il motivo per la venuta di Cristo.
9) Il Monaco
Il pastore del Monaco simboleggia la natura umana, nella simultaneità di sacro e profano. A volte è una figura molto piccola con la tonaca ed incappucciata, altre volte è più opulento e contraddistinguibile dalla famosa chiereca.
10) Benino
Benino è il pastorello dormiente dal cui sogno nasce tutto il presepe. È tra i personaggi più importanti di tutti i pastori, rappresenta l’inizio del nuovo anno, è sempre in compagnia di padre Armenzio, un vecchio pastore che in maniera speculare simboleggia l’anno passato ormai volto al termine.
Li avete tutti e 10? Se non li avete, vestitevi mò mò e andateli a prendere, forza!
Fare il presepe può essere un divertimento e una tradizione per tutta la famiglia, religiosi e non.
Ciò che conta è l’unione della famiglia e il momento di divertimento e di aggregazione fra persone che si vogliono bene.
Ultimo, ma non ultimo: mangiare a più non posso.
Buon natale!

