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Gusta la tradizione: i Paccheri all’acquapazza
M. Sorbino
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Gusta la tradizione: i Paccheri all’acquapazza

Coccio e Pomodori del Piennolo per un piatto da leccarsi i baffi!

È ben risaputo che la cucina napoletana incanta il cuore e, ovviamente, lo stomaco di chi ama mangiare bene e con gusto! In particolar modo, fiore all’occhiello della tradizione culinaria partenopea è la cucina a base di pesce, che vanta una tradizione secolare.

Le ricette più famose vengono tramandate di madre in figlia, di nonna in nipote, affinché l’antica storia e i piccoli segreti gastronomici dei nostri avi, vengano conservati senza perdere di originalità.

Il pacchero all’acquapazza è una vera delizia: il pesce impiegato in questa nobile ricetta è il coccio, esemplare tipico del nostro mare, e la pasta più consigliata è il pacchero di Gragnano, in quanto saprà stupirvi la “tenuta” irresistibile del sugo.

La ricetta dei paccheri all’acquapazza

Ma veniamo agli ingredienti! Tutto ciò che vi serve è: il coccio, i paccheri, i pomodorini del pendolo (altra peculiarità campana), 1 spicchio di aglio, olio evo, peperoncino, prezzemolo e, naturalmente, sale.

Innanzitutto, fate sfriggere l’aglio e il peperoncino nell’olio. Successivamente, quando è ben dorato, unite il pesce precedentemente ben pulito, poi i pomodorini dapprima tagliati a metà e due mestoli di acqua (meglio se già calda!).

Coprite il tutto e lasciate cuocere per circa 20/30 minuti.

Nel frattempo, quando mancheranno pochi minuti al termine della cottura, portate ad ebollizione l’acqua che vi servirà per la cottura della pasta. Una volta pronta e ben al dente, scolate e inserite i paccheri nel sugo del pesce. Completate la cottura saltando e girando energicamente fin quando il sugo non vi sembrerà ben rappreso.

Tagliuzzate, infine, il prezzemolo, spolveratelo nel sugo e servite ben caldo. Ricordatevi di lasciare qualche pomodorino da parte per guarnire il piatto.

Piccola aggiunta per chi gradisce: molti preferiscono a fine cottura del coccio sfumare con un goccio di vino bianco. Ne gioverà il palato, anche se, questo “extra” non è del tutto tradizionale!

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