Gli effetti del Covid-19 a volte si vedono anche sulla pelle

Grande Napoli

Alcuni sintomi che riguardano la pelle in pazienti con il Covid-19 potrebbero fungere da spia per la presenza di problemi di coagulazione. Lo afferma un editoriale pubblicato dalla rivista Jama Dermatology, secondo cui le malattie cutanee potrebbero essere usate per decidere ad esempio se somministrare anticoagulanti.

 

I dermatologi dell’ospedale di Lecco hanno infatti osservato le lesioni cutanee provocate dal Covid-19 in un gran numero di pazienti ricoverati con infezione in corso, ma anche in asintomatici, definendo e pubblicando le evidenze a partire da fatto che le manifestazioni cutanee sono quanto mai varie e possono essere riscontrate a qualunque età.

 

Nel corso dell’infezione accertata, spiegano gli esperti, “sono stati riscontrati rash cutanei di forme diverse, diffusi a tutto il corpo, che insorgono generalmente in concomitanza con sintomatologia simil-influenzale e respiratoria. Può trattarsi di eruzioni cutanee simili per aspetto ai comuni esantemi infantili, ad esempio di tipo morbilliforme, oppure con vescicole simili alla varicella, o con pomfi che ricordano l’orticaria. L’eruzione cutanea può essere più o meno sintomatica (prurito), ed è di solito fugace, con risoluzione spontanea in alcuni giorni e non lascia segni permanenti. È importante ricordare che quadri simili possono essere anche dovuti ad una reazione alle cure farmacologiche in corso, e quindi è indispensabile una valutazione dermatologica per la diagnosi differenziale”.

 

 

Tra i segni cutanei sospetti sono state segnalate particolari lesioni delle estremità (mani, piedi) che somigliano ai comuni geloni da freddo, ovvero macchie rosse, gonfie, con sensazione di prurito/bruciore. Il sospetto che ci sia un legame con l’infezione, spiegano i ricercatori, nasce anche dal fatto che ci sono state numerose segnalazioni, di casi del tutto analoghi, avvenute in coincidenza con il diffondersi della pandemia, in Italia e in tutto il mondo, oltre che, in pazienti asintomatici, accertati contatti con persone colpite dall’infezione e casi nello stesso nucleo familiare.

Queste lesioni delle estremità appaiono colpire in netta maggioranza bambini, adolescenti o comunque giovani, a differenza delle tipologie di lesioni cutanee presenti nelle persone sintomatiche. Quasi sempre queste lesioni cutanee sono presenti senza sintomi generali o comunque con sintomi del tutto lievi e sfumati. Si tratterebbe, quindi, di manifestazioni cutanee come segno unico, iniziale, o ‘minimo’ di possibile infezione asintomatica da coronavirus. L’interpretazione attuale è che questi particolari segni cutanei siano un effetto indiretto dell’infezione virale, attraverso un meccanismo di reazione immunologica che colpisce elettivamente i piccoli vasi sanguigni della cute.

Sulla base di queste evidenze, l’Associazione dermatologi ospedalieri italiani (Adoi) ha messo a punto e divulgato alcune linee guida, in pubblicazione sul sito, per aiutare la popolazione a orientarsi ed effettuare i corretti percorsi diagnostici.

 



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