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Giovani reclusi a Nisida puliscono i fondali marini
C. Arno
19 Nov 2022 - 11:07
Foto Shutterstock fotolisi

Giovani reclusi a Nisida puliscono i fondali marini

I ragazzi diventano sub per imparare a tutelare il patrimonio ambientale e culturale della città.

Obiettivo della pena è rieducare, i giovani reclusi dell’area penale del carcere minorile di Nisida hanno avuto questa possibilità. Dopo aver conseguito il brevetto da sub si sono immersi per ripulire i fondali marini. Nel frattempo si ripuliva la spiaggia, con la collaborazione di Archeoclub e MareNostrum.

Si tratta di un brevetto di primo livello, lo scopo è ottenere quello OTS(operatore tecnico subacqueo) che dà la possibilità di entrare nel mondo del lavoro. “Un’emozione fortissima – racconta uno dei ragazzi – aiutare a proteggere questo mondo è un’esperienza che porta tanta emozione e sicurezza in se stessi“.

Dalle sbarre ai fondali marini

Lo scopo è  il recupero e la tutela del patrimonio ambientale e culturale ma anche l’avvio di una nuova correlazione tra i ragazzi e la città. Queste le parole di Giuseppe Centomani, direttore del Centro di Giustizia Minorile della Campania: “È la volontà riparativa che parte da questi ragazzi napoletani che hanno vissuto esperienze di disagio e di devianza. Un percorso emozionante durante il quale la loro partecipazione è addirittura cresciuta. Sarà una sorta di riconciliazione tra loro e la società. Siamo partiti con cinque e poi sono aumentati, altri minori dell’area penale di Napoli hanno voluto partecipare”

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