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Giorno della Memoria, Napoli si stringe nel ricordo delle vittime della Shoah
A. Silvestri
27 Gen 2026 - 16:58
Foto comune di Napoli

Giorno della Memoria, Napoli si stringe nel ricordo delle vittime della Shoah

La città ricorda la Shoah con iniziative diffuse. Manfredi: “La memoria è un antidoto contro l’orrore”.

Napoli si ferma per ricordare. Nel Giorno della Memoria, la città ha reso omaggio alle vittime della Shoah con una serie di iniziative coinvolgendo autorità, scuole e cittadini in un percorso collettivo di riflessione. Questa mattina, il sindaco Gaetano Manfredi, alla presenza del prefetto Michele di Bari e delle autorità civili e militari, ha deposto una corona di fiori in Borgo Orefici, nella strada intitolata a Luciana Pacifici, la bambina ebrea nata a Napoli e deportata con la famiglia nei campi di concentramento nazisti. La piccola, strappata alla sua casa a pochi mesi di vita, morì durante il viaggio verso Auschwitz, senza neppure compiere otto mesi.

Le pietre d’inciampo e il monito di Manfredi: “Ricordare per non ripetere”

La commemorazione è proseguita in piazza Bovio, dove sono stati deposti fiori accanto alle pietre d’inciampo, che custodiscono i nomi e le storie delle vittime napoletane della persecuzione nazista.

«In questo momento storico, segnato da conflitti e tensioni – ha dichiarato il sindaco Manfredi – la memoria di tragedie come la Shoah rappresenta un potente antidoto contro il rischio che simili orrori possano ripetersi. È un monito costante a combattere ogni forma di odio, discriminazione e intolleranza». Parole che assumono un significato ancora più profondo alla luce delle crisi internazionali, richiamando tutti a un impegno civile quotidiano fondato sui valori della dignità umana e della solidarietà.

“Restiamo umani”: gli studenti leggono Primo Levi per non dimenticare

A completare il programma delle iniziative, l’evento “Restiamo umani”, una maratona di lettura integrale di “Se questo è un uomo” di Primo Levi, realizzata dagli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di dieci istituti cittadini. Grazie al coinvolgimento dei teatri NEST e Mercadante, i ragazzi sono diventati protagonisti di una profonda riflessione sulla condizione umana, dando voce a uno dei testi più importanti della letteratura sulla Shoah.

«Abbiamo voluto mettere i giovani al centro di questo percorso – ha spiegato l’assessora all’Istruzione e alle Famiglie Maura Strianoperché Primo Levi ci insegna che Auschwitz non appartiene solo al passato, ma ci interroga ancora oggi. Coltivare la memoria significa educare al rispetto, alla consapevolezza e all’umanità».

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