Gigi Proietti: con lui va via un pezzo di storia dello spettacolo

Valentina Cosentino

Ho avuto il piacere di applaudire più volte il grande attore nei teatri napoletani, il suo straordinario talento, il suo rapporto con il pubblico che pendeva dalle sue labbra.

Non era solo solo uno spettacolo, era un viaggio tra riso e riflessione sulla realtà che contemporanea.

 

Nel giorno del suo ottantesimo compleanno ci lascia Gigi Proietti, un maestro, un attore, un narratore.E’ morto nella notte di clinica romana di Villa Margherita, dove era ricoverato da qualche giorno, per una crisi cardiaca, circondato dall’affetto della moglie e delle figlie.

 

A Napoli solo due anni fa per ricevere due premi per la sua straordinario carriera (uno del Presidente della Repubblica per le Maschere del Teatro Italiano al Mercadante e il «Concetta Barra-Isola di Procida»), si era dichiarato amante di Napoli: “sono innamorato di Napoli, sono un napoletanofilo”.

 

Così aveva dichiarato all’epoca ai giornali: «Ho un’antica e profonda venerazione per Napoli. Che dire della lingua, che avrei voluto imparare alla perfezione, cosa però impossibile. Napoli non si abbatte mai. Anche se non la frequento moltissimo, mi arrivano continue voci di una città vivace. Dietro gli attori napoletani e la loro professione c’è una grande scuola. Ma qui ho fatto tutto il mio teatro. Vi sono legato»

 

 



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