Per la prima volta una sciatrice napoletana alle Olimpiadi invernali
La 16enne di San Sebastiano al Vesuvio vola a Milano-Cortina: sarà la più giovane della spedizione azzurra. Un’impresa mai riuscita prima a un’atleta napoletana.
Per la prima volta nella storia, una sciatrice napoletana parteciperà alle Olimpiadi invernali. Un traguardo che profuma di orgoglio per Napoli e per tutta la Campania: Giada D’Antonio, appena 16 anni, originaria di San Sebastiano al Vesuvio, sarà tra le protagoniste dei Giochi di Milano-Cortina. La Federazione Italiana Sport Invernali ha ufficializzato le convocazioni e, tra i nomi delle 11 atlete della squadra azzurra di sci alpino, spicca proprio quello della giovane campana, la più giovane dell’intera spedizione. Un risultato eccezionale, impensabile fino a pochi mesi fa, che la proietta direttamente tra le grandi dello sci mondiale accanto a campionesse come Sofia Goggia e Federica Brignone.
La favola di Giada
La storia di Giada D’Antonio ha i contorni della favola moderna. Figlia di un dentista napoletano e di una madre con radici colombiane ed ecuadoriane, Giada cresce a San Sebastiano al Vesuvio coltivando una passione enorme per lo sci, sport che nel napoletano non è certo di casa. Il suo talento emerge in modo travolgente: in appena otto mesi, passa dalla squadra giovani alla convocazione olimpica, bruciando tappe con una rapidità impressionante. Il soprannome “Black Panther” le calza a pennello: esplosiva, potente, determinata, capace di sorprendere a ogni gara.
Solo poche settimane fa il debutto in Coppa del Mondo, direttamente dal circuito giovanile al Circo Bianco. Ora, il salto più grande: le Olimpiadi. Una scalata senza precedenti, che la consacra come la prima sciatrice napoletana di sempre ai Giochi invernali.
Il 18 febbraio il sogno olimpico: Napoli tifa per lei
Giada D’Antonio sarà al cancelletto di partenza il 18 febbraio, a Cortina, per la gara di slalom speciale. Sarà la più giovane del team azzurro e una delle atlete più giovani in assoluto dell’intera competizione. Un risultato storico non solo per Napoli, ma per tutta la Campania e il Sud Italia. In uno sport tradizionalmente dominato dalle regioni alpine, la presenza di una ragazza cresciuta all’ombra del Vesuvio rappresenta una rivoluzione culturale e sportiva.

