Fronte del Porto, al Bellini Alessandro Gassmann dirige una storia universale di riscatto

Valentina Cosentino
Fronte del Porto, al Bellini Alessandro Gassmann dirige una storia universale di riscatto
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Alessandro Gasmann, dopo il successo di Qualcuno volò sul nido del cuculo, torna a dirigere Daniele Russo in Fronte del Porto, tratto del celeberrimo film con Marlon Brando.

 

Su un palcoscenico che ricrea la Napoli dell’inizio degli anni ottanta va in scena una storia corale di riscatto. Il regista, lungi dal voler competere con l’iconico lavoro cinematografico, propone un rilettura del testo, adattato da Enrico Ianniello, mantenendo l’ambientazione portuale, ma sfruttando la Napoli degli anni della camorra di Cutolo.

 

E l’atmosfera è garantita dalle belle scene disegnate dallo stesso Gassmann, essenziali ed evocative, dove le immagini girate al porto e tra i vicoli si fondono con le case e i bar e i container, proiettando lo spettatore, con fare cinematografico, nel doloroso mondo dei protagonisti. Completano l’opera evocativa la scelta delle musiche di Pivio e Aldo De Scalzi (sound designer Alessio Foglia) e i costumi dai colori sgargianti ed in pieno stile ’80 di Mariano Tufano.

 

La storia è quella dei lavoranti del porto vessati da  Giggino Compare, un bravissimo Ernesto Lama mai sopra le righe e perfettamente calato nel ruolo del camorrista, che trovano una via di riscatto dopo l’uccisione di Peppe Caruso. Francesco Gargiulo, interpretato da Daniele Russo, è l’anima di questa lotta. Daniele, lontano dal voler proporre un confronto diretto con Brando di cui veste i panni, propone un’interpretazione più ingenua e disincantata del personaggio che vive inizialmente disinteressato alla lotta sociale che gli si muove attorno, e si adagia sule spalle del fratello Carluccio, braccio destro di Giggino compare. Senza porsi troppe domande Francesco/Daniele non chiede troppo alla vita e rivive nella memoria il suo glorioso passato di pugile mai sfociato in una carriera da professionista. Ma il momento della verità e della riscossa della coscienza arriva per Francesco dopo la morte dell’amico, compagno del porto, Peppe Caruso e delle vicende che ne scaturiranno.

 

Anima di questa nuova speranza nata da una disgrazia è il coraggio di Erica, sorella di Caruso, che non si rassegna a ignorare le cause della morte del fratello, come si usa da quelle parti, e con il grido di dolore rivolto al fratello morto,  “i veri santi stanno in miezz’ a na’ via“, scuote anche il cuore di  Don Bartolomeo, interpretato da un bravo Orlando Cinque, che decide finalmente di dar voce ai vessati portuali della sua parrocchia. Erica, potente, risoluta, i cui panni veste Francesca De Nicolais, brava e intensa, studia da maestra ed è la voce pulita della cultura che non si arrende e grida forte contro la rassegnazione dei suoi compagni e della sua stessa famiglia. Con questa passione per la verità conquisterà il cuore di Francesco/Daniele che troverà la forza per confessare davanti ad un giudice (al quale presta la voce lo stesso Gassmann) tutte le attività criminali di Giggino Compare che, per intimidirlo, non ha esitato ad uccidere anche suo fratello Carluccio.

 

Una menzione speciale è per i bravissimi ragazzi del cast diretto da Gassmann, tra cui ricordiamo la bella interpretazione di Antimo Casertano nei panni di Michelone, che dimostrano ancora una volta il “buono stato di salute” di cui gode il teatro dei nostri giorni.

 

Informazioni

Teatro Bellini, dal 6 al 25 novembre
Prezzi: da €14 a €32 – 15€ Under29 tutti i giorni della settimana
Orari: feriali ore 21:00, domenica ore 18:00 – mercoledì 7/11 ore 17:30 – giovedì 15/11, giovedì 22/11 e sabato 24/11 ore 19:00 – sabato 17/11 ore 17:30 – lunedì riposo



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