[FOTO] Chiaia, la nuova stazione dell'arte: un viaggio dal cielo alle viscere della terra eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
[FOTO] Chiaia, la nuova stazione dell’arte: un viaggio dal cielo alle viscere della terra
M. D'Andria
18 Lug 2024 - 13:12
Foto: Martina D'Andria

[FOTO] Chiaia, la nuova stazione dell’arte: un viaggio dal cielo alle viscere della terra

Dal Cielo di Giove all'Ade di Plutone: la nuova stazione Chiaia della metro Linea 6 è un capolavoro a metà tra l'arte e l'architettura.

È ufficialmente aperta al pubblico la nuova linea 6 della Metropolitana di Napoli. Tra le nuove stazioni aperte, quella di Chiaia – Monte di Dio è sicuramente una delle più suggestive e imponenti. Ecco tutte le curiosità sulla nuova stazione dell’arte a Napoli.

Napoli, il nuovo fiore all’occhiello dell’arte metropolitana: Chiaia – Monte di Dio

La linea 6 della Metropolitana di Napoli ha ufficialmente aperto le porte ai viaggiatori, dando loro la possibilità, oltre a quella di disporre di un nuovo mezzo di collegamento urbano, di ammirare gli splendidi progetti artistico-architettonici che hanno interessato le nuove stazioni dell’arte, come quella di San Pasquale. Sicuramente, una delle più belle e più imponenti è la stazione di Chiaia, soprattutto per la tensione verticale sulla quale si snoda.

La stazione di Chiaia, progettata dall’architetto Uberto Siola, interessa un’ampia zona intorno alla collina di Pizzofalcone, al confine tra i quartieri di Chiaia e San Ferdinando, rispondendo, così, alla domanda di accessibilità e di miglioramento della fruizione complessiva che la città oggi pone. Il complesso architettonico si sviluppa su tre livelli con differenti funzioni; la prima quota (+40,55m) rappresenta l’ingresso principale su Piazza Santa Maria degli Angeli, la seconda quota l’ingresso su Via Chiaia (+24,70), ed infine (alla quota +6,94), il piano di arrivo al piano banchina con una uscita supplementare.

Le tre sezioni rispondono così, con una diversa articolazione morfologica, alle diverse condizioni di fruizione dell’utenza nonché al carattere maggiormente ‘pubblico’ dello spazio.

La Stazione Chiaia, con un forte ed articolato sviluppo verticale, unisce due punti altimetricamente lontani, con due uscite, una su Via Chiaia e un’altra su Piazza Santa Maria degli Angeli; i punti di contatto tra il sistema su ferro, nel sottosuolo, e la città, in superficie, sono stati un’occasione per ripensare e riprogettare alcuni importanti spazi urbani della nostra città.

Il progetto artistico della nuova stazione di Chiaia

L’artista Peter Greenaway, sensibile alla storia e alla cultura classica, ha rievocato nel suo progetto la discesa nelle viscere della città come viaggio mitologico dai Cieli dell’Olimpo fino alle profondità misteriose degli Inferi.

Ogni livello della stazione è così associato ad una divinità mitologica e dunque ad un colore, ispirato ai dipinti murali di Pompei ed Ercolano. Il bianco che sfuma nell’azzurro rappresenta il cielo di Giove; il blu cobalto, il mare di Nettuno; il verde smeraldo, la terra di Cerere; il giallo arancio rappresenta il melograno di Proserpina ed infine il rosso cremisi gli Inferi di Plutone.

Giove, dio del cielo

A questo livello, il complesso architettonico è ipogeo e connotato da una gradonata elicoidale centrale posta all’interno di una struttura cilindrica sormontata da una cupola vetrata, uno scavo ‘a pozzo’ che, con un diametro di 12 m, porta la luce naturale all’interno della stazione. A connotare l’accesso alla stazione, è stata installata una scultura contemporanea di Giove.

Giove, infatti, il sommo degli dei, caratterizza il livello più alto della stazione in Piazza Santa Maria degli Angeli, invita e protegge il viaggio dell’utente. La grande figura scultorea in metallo, sembra quasi animata da ventiquattro braccia protese verso il cielo che sono metafora delle ventiquattro ore del giorno; è a Giove, figlio di Cronos, che si deve il succedersi del giorno e della notte, lo scorrere del tempo.

Nettuno, dal cielo all’acqua

Attraverso un’ampia scala elicoidale si arriva al secondo livello della stazione; questo spazio simboleggia l’acqua, regno del Dio Nettuno. Il richiamo all’acqua inteso come bene comune viene evocato con un verso di Ovidio “Est in aqua dulci non invidiosa voluptas”, ripetuto ossessivamente sul parapetto esterno della scala elicoidale.

Cerere e la fecondità della terra

Alla evocazione del Dio dell’acqua segue nel progetto artistico il richiamo alla dea Cerere, patrona della terra e delle messi, delle piante e della fertilità. Per evocare la dea madre della terra e di tutta la vegetazione che essa alimenta Peter Greenaway ricorre al colore verde, che fungerà da sfondo alle sculture e opere artistiche che si alterneranno nella grande galleria temporanea. A questo livello si incontra il secondo ingresso alla Stazione, su Via Chiaia, segnalato da un portale iconico opera dello stesso Greenaway, un arco luminoso, attraverso light-box colorati.

Prosperina e le stagioni

Il passaggio architettonico dal livello associato a Cerere a quello associato a Proserpina, sua figlia, ha la forma di un ottagono claustrofobico su cui si aprono oblò verso il livello ultimo della banchina dei treni. Il colore passa così dal verde delle piante al giallo\ocra della terra. La figura mitica di Proserpina è rappresentata con una successione di sei grandi melograni che emergono dalle pareti a simboleggiare il succedersi delle stagioni.

Plutone e l’Ade

Con l’arrivo al piano banchina si conclude il viaggio mitologico in armonia con il progetto architettonico. Si arriva dunque all’ Ade dove vigila di nascosto il Dio Plutone signore degli Inferi, simboleggiato da centinaia di occhi scavati nella grande cupola che sovrasta la piattaforma di attesa dei treni, un silente guardiano di un mondo in continuo movimento.

Per l’accuratezza delle informazioni si ringrazia l’ANM Napoli.

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