Fondazione Famiglia di Maria, da oltre un secolo al fianco di Napoli Est
Nata alla fine dell’Ottocento come orfanotrofio, la Fondazione opera oggi a San Giovanni a Teduccio sostenendo minori e famiglie attraverso percorsi educativi, laboratori e servizi sociali. Una presenza storica che continua a costruire opportunità e futuro.
San Giovanni a Teduccio è uno dei territori in cui si gioca il futuro di Napoli. Un tempo cuore industriale della città, oggi il quartiere vive una trasformazione profonda: accanto al polo universitario, ai progetti di rigenerazione urbana e alle nuove esperienze di innovazione, persistono disuguaglianze sociali e forme di povertà educativa che incidono soprattutto sulla vita dei minori e delle famiglie.
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Raccontare Napoli Est, però, significa guardare anche alle energie che attraversano il territorio: associazioni, presìdi educativi e reti di prossimità capaci di costruire ogni giorno occasioni di crescita. È in questo contesto complesso, sospeso tra fragilità e cambiamento, che opera la Fondazione Famiglia di Maria.
Nata alla fine dell’Ottocento come orfanotrofio per volontà di don Salvatore Aprea, la Fondazione rappresenta da oltre un secolo un punto di riferimento per San Giovanni a Teduccio e per l’intera area orientale. La sua missione è rimasta intatta nel tempo: stare accanto ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie più vulnerabili, intercettare i bisogni e trasformarli in percorsi educativi e nuove possibilità.
A raccontare questo impegno è Anna Riccardi, presidente della Fondazione dal 2014 e oggi al suo terzo mandato.
Non un doposcuola, ma uno spazio in cui scoprire il proprio talento
«Quando mi viene detto “siete un doposcuola”, mi offendo», afferma Anna Riccardi. Una frase che chiarisce la natura del lavoro svolto quotidianamente dalla Fondazione. La struttura gestisce due servizi del Comune di Napoli: il centro diurno polifunzionale e i laboratori di educativa territoriale. Le attività interessano soprattutto San Giovanni a Teduccio, ma raggiungono anche altre zone dell’area orientale, da Barra a Ponticelli.
Il punto di partenza è una visione più ampia della povertà educativa. Le difficoltà dei minori, infatti, non riguardano soltanto il rendimento scolastico, ma anche la mancanza di occasioni, stimoli, spazi adeguati e strumenti per riconoscere le proprie capacità. Per questo la Fondazione propone laboratori musicali, creativi e artigianali, percorsi educativi ed esperienze pensate per rafforzare la fiducia e l’autostima dei più giovani. «Non c’è gioia più grande di contribuire a trasformare il quotidiano di ogni bambino in un’esperienza di bellezza», sottolinea la presidente.
La bellezza degli ambienti, delle relazioni e delle opportunità diventa così uno strumento educativo. Un modo concreto per mostrare ai ragazzi che il luogo in cui si nasce non deve determinare le possibilità del proprio futuro.
Dalle famiglie alla comunità: così si costruisce il futuro
La Fondazione non considera mai il bambino come una realtà separata dal contesto in cui vive. «Per noi la relazione con la famiglia è di estrema importanza», spiega Riccardi.
Il lavoro educativo coinvolge quindi anche genitori e familiari attraverso attività di ascolto, orientamento, sostegno psicologico e sociale. L’obiettivo è intervenire sulle difficoltà quotidiane, ricostruire legami e accompagnare l’intero nucleo familiare nei momenti più complessi.
«La Fondazione non si limita a fornire assistenza, ma costruisce cittadinanza», afferma la presidente, definendo questa realtà un «equalizzatore sociale»: uno spazio capace di offrire ai bambini di Napoli Est opportunità simili a quelle dei coetanei cresciuti nelle zone più agiate della città. Anche l’educazione alla legalità passa attraverso gesti concreti: ascoltare, rispettare gli altri, sviluppare empatia e riconoscere la comunità come luogo di responsabilità condivisa. La fiducia e la presenza quotidiana diventano così un’alternativa reale alla legge del più forte.
Questa idea di comunità guarda oggi anche alla sostenibilità. Sui tetti della Fondazione è nata la prima comunità energetica e solidale di San Giovanni a Teduccio, un progetto che lega la transizione ecologica alla partecipazione degli abitanti e al contrasto della povertà energetica.
Anna Riccardi invita a osservare Napoli Est non come una periferia, ma come «un altro centro» della città. Da oltre un secolo, la Fondazione Famiglia di Maria percorre questa strada attraverso piccoli passi, relazioni costruite nel tempo e una presenza costante. Perché è dalla cura quotidiana delle persone che un territorio può smettere di essere considerato un margine e diventare futuro.

