Il Filoscio napoletano, trucchi e origini della vera ricetta della tradizione!

Eliana De Leo

Poco tempo ma molta fame? Niente paura.

Basta una padella, un poco d’olio, sale e pepe qb. uova (almeno 3) e la mozzarella di un paio di giorni (che, solo allora, ha potuto avere accesso al frigo).

Una decina di minuti, un bel cozzetiello di pane cafone (cozzetiello significa almeno 500 grammi) e la serata è fatta.

È il momento del Filoscio.

Non è una omelette e non è una frittata, è quello che la mamma ci metteva nel panino quando andavamo in gita, se non era avanzata la pasta della sera prima per fare la frittata di maccheroni.

È la marenna del fravecatore quando non c’erano i soldi per comprare la carne e fare le polpette al sugo da mettere nel cozzetiello di cui sopra.

È il filoscio.

La base della cucina napoletana di casa, un amore che dura dal tempo dei francesi a Napoli. Il termine napoletano filoscio, infatti, come moltissimi della cucina partenopea e del nostro dialetto, più in generale, è ripreso dal francese filoche. Proprio perché il formaggio all’interno si scioglie leggermente in cottura e diventa filante. Altra caratteristica del filoscio è che dev’essere allungato non tondo come la frittata e, quindi, anzi soprattutto non va girato, così avrà la sua caratteristica forma, quella perfetta per essere adagiato in mezzo al pane.

Per la cronaca, la mbuttunatura con la mozzarella è la classica ma nulla vieta di aggiungere, se avanzano in frigo, un paio di fette di salame o di prosciutto cotto, insieme alla mozzarella al momento giusto, la logica del chiù simm e chiù bell parimm, in fatti di cucina di casa e di fame, è sicuramente valida.

L’acquolina in bocca è salita al punto giusto. Non resta che aprire il frigo e verificare che ci siano tutti gli ingredienti della ricetta come la propone il blog di Luciano Pignataro. Buon appetito!

Ingredienti per 2 persone

4 uova

200 g di mozzarella a fette

sale q.b.

pepe q.b.

un filo d’olio

Procedimento:

Sbattere energicamente le uova, aggiungere un pizzico di sale, e un po’ di pepe. Ungere una padella con un filo d’olio, e farla scaldare, aggiungere il composto delle uova e far cuocere a fuoco molto lento, in modo da non far bruciare la parte inferiore del filoscio.
Questa frittata, non va assolutamente girata, ma fatta cuocere su di un unico lato.
A questo punto, aggiungere la mozzarella a fette (meglio se quella del giorno prima), su un lato della frittata e piegare il lato per chiudere.
Far terminare la cottura pochi minuti dopo.
Il filoscio sarà finalmente pronto quando risulterà dorato e cotto la mozzarella al suo interno



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