Federico II, Napoli: studenti di Geoscienze terzi in concorso internazionale

Un riconoscimento prestigioso che attesta la qualità dell'offerta formativa dell'Università napoletana.

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Articolo di , 24 Mag 2021

Una piccola, grande impresa.

Stiamo parlando del premio AAPG Imperial Barrel Award, una delle competizioni geoscientifiche più rinomate al mondo aperta a tutti gli studenti di corsi di laurea magistrale nelle discipline della Geologia e della Geofisica (quelli che equivalgono ad un MSc nell’università anglosassone). Un premio sponsorizzato ed organizzato sin dal 2007 dall’American Association of Petroleum Geologists (AAPG).

Quest’anno hanno partecipato 110 squadre, raggiungendo un totale di 550 partecipanti che hanno rappresentato 40 nazioni. Le squadre che sono giunte alla semifinale in Europa si sono cimentate con l’analisi di un blocco esplorativo nell’offshore a sud dell’Australia: il Great Bight Basin, un bacino di frontiera al quale negli ultimi 50 anni hanno lavorato le più grandi aziende internazionali, tra cui Shell, BP ed Equinor.

E sono proprio 5 ragazzi, tutti studenti alla Federico II di Napoli, ad aver vinto le semifinali classificandosi terzi, in testa alla Université de Lorraine e la University of Stavanger.

Un traguardo prestigioso raggiunto da questi 5 studenti, tutti impegnati nei corsi universitari di Geoscienze. Col loro posizionamento in classifica, hanno battuto università celebri, quali quella di Manchester, la Royal Halloway e gli studenti provenienti dall’America.

A portare l’Università Federico II sul podio internazionale delle scienze troviamo Augusto Maresca, Salvatore Buoninfante, Giuseppe Ferrara, Flavia Ferriero e Muhammad Awais. Questi i nomi dei 5 vincitori.

Un premio, questo dell’Imperial Barrel Award, che intercetta l’attenzione via via crescente del mondo dei media e della scienza sul tema delle geoscienze. Attenzione che negli ultimi anni ha subito un notevole incremento alla luce di una sensibilità sempre più condivisa sui problemi globali; basti pensare alle criticità inerenti il clima, o l’energia e l’ambiente. Con la maggiore attenzione della comunità scientifica, cresce anche il bisogno (e l’urgenza) di risolvere queste problematiche. Ed in tal senso, questo bisogno via via crescente sta determinando l’aumento degli sbocchi lavorativi in questo settore.

Le Geoscienze in questo contesto assumono un valore fondamentale, quello di un laboratorio nel quale indagare ed intercettare le soluzioni per i più grandi problemi del pianeta nel 21° secolo. Mai come in questo momento, la domanda di geoscienziati è sempre più alta.

Per questo assume ancora più salienza la vincita di questo premio, che testimonia il valore e la qualità formativa della nostra Università, e rappresentano la nostra cultura su uno scenario internazionale.

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