La Farmacia degli Incurabili: tra pozioni esoteriche e progresso scientifico
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La Farmacia degli Incurabili si colloca all’interno del maestoso Complesso degli Incurabili nato nel 1521, quando la nobildonna catalana Maria Lorenza Longo fondò l’omonimo ospedale. L’idea nacque da un voto fatto dalla donna che, durante un pellegrinaggio a Loreto, guarì miracolosamente da un’artrite reumatoide che la rendeva fino ad allora paralitica. L’Ospedale, in origine noto con il nome di Santa Casa degli Incurabili, ospitò tutti gli ammalati di sifilide rifiutati dagli altri nosocomi del primo ‘500 e si sviluppò in un enorme complesso, divenuto ben presto il più importante del Regno di Napoli. L’Ospedale degli Incurabili è, a distanza di oltre 500 anni, sorprendentemente in attività ed il Complesso, oggi, comprende quanto rimane dell’originaria struttura medica, in parte distrutta dalla Seconda Guerra Mondiale, la Farmacia storica, la Quadreria, la Cappella Montalto, la Chiesa di Santa Maria del Popolo, a cui si aggiunsero l’Orto Medico, la Chiesa ed il Chiostro di Santa Maria delle Grazie. Tutto nel cuore di Napoli.
La Farmacia degli Incurabili
Vero capolavoro d’arte e scienza è la Farmacia Storica. Luogo di rappresentanza dell’elite scientifica dell’Illuminismo napoletano, la Farmacia degli Incurabili si colloca tra l’Ospedale e la chiesa e vi si accede attraverso un ingresso porticato alla fine di una scala a doppia rampa. La Farmacia fu progettata nel 1729 da Domenico Antonio Vaccaro e costruita intorno al 1750 dall’ingegnere Bartolomeo Vecchione, il cui progetto fu finanziato da Maria Lorenza Longo, in onore della quale venne realizzato il busto in bronzo posto sulla scalinata di ingresso. Lo stile spiccatamente barocco-rococò delle decorazioni sono da attribuire all’incredibile lavoro dell’ebanista Agostino Fucito, che si occupò del grande bancone e delle maestose scaffalature in noce e di Crescenzio Trinchese per gli splendidi marmi lavorati. Entrare all’interno della Farmacia degli Incurabili è un viaggio temporale nell’arte e nel progresso scientifico del ‘700, passando da una sala all’altra, poste in successione lungo il percorso.
Controspezieria e Sala grande
La prima stanza a cui si accede dall’ingresso è la Controspezieria, il locale che precede la farmacia vera e propria. Un enorme tavolo rettangolare in noce occupa gran parte dello spazio ed è proprio lì che è facile immaginare “lo speziale” alle prese con la preparazione delle diverse pozioni medicinali. Le pareti sono rivestite da stigli di farmacia, finemente decorati in oro e destinati ad ospitare 235 vasi in ceramica, anch’essi ornati, e piccoli recipienti in vetro, tuttora presenti all’interno della controspezieria. Molti di questi vasetti hanno un cartiglio che indica il preparato farmaceutico contenuto un tempo; la sala grande, stanza successiva, rappresenta la vera e propria Farmacia: un rettangolo di circa 15×7, completamente rivestito da uno stiglio con ampie vetrine in pieno stile rococò napoletano. I pavimenti maiolicati, i vetri di Murano così come i lampadari policromi, rendono ricco ed intrigante un luogo di mistero e di preparati misteriosi.
Pozioni esoteriche e progresso scientifico
Nell’ambiente retrostante la controspezieria vi era una grande urna marmorea, realizzata dal Trinchese, contenente la panacea per ogni male, ossia la Teriaca o Triaca, un farmaco già in uso ai tempi del Re Mitridate e diffuso ai tempi del Medioevo e Rinascimento, la cui preparazione richiedeva l’uso di oppio, carne e pelli di vipera. La grande richiesta ne favorì addirittura il contrabbando, poi successivamente contrastato. Testimonianza di tradizioni alchemiche sono, inoltre, alcuni prodotti di origine minerale o animale rinvenuti all’interno degli stigli. Pozioni esoteriche a parte, la Farmacia degli Incurabili rappresentò un importantissimo centro di progresso scientifico: una grande organizzazione vedeva a capo delle diverse fasi un direttore, il cui compito era formare i giovani speziali dal reperimento di erbe alla preparazione dei prodotti, fino al bancone della controspezieria e la consegna del farmaco al paziente. Medici, fisici, sciroppai ritiravano personalmente i prodotti.
La Farmacia degli Incurabili è, ancora oggi, il simbolo napoletano della conquista della ricerca scientifica e del progresso della medicina del’700.

