Fabrizio De André: La storia del suo legame indissolubile con Napoli

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Claudio Pezzella

In quest’articolo, la storia del meraviglioso legame tra Napoli ed il cantautore Fabrizio De André. Riflessa nella sua vita come nei punti più importanti della sua opera.

 

Nato a Genova nel 1940, Fabrizio De André è uno dei cantautori più amati nella scena musicale nostrana. Il contributo della sua opera e del suo immenso approccio lirico sul cantautorato contemporaneo è profondamente tangibile, a partire dalle discografie degli artisti di maggior spicco del panorama moderno. Nel corso di circa quarant’anni di carriera, Faber – chiamato così per il suo amore per gli articoli di cancelleria Faber-Castell –  ha saputo dare voce ad uno spettro artistico italiano eclettico; partendo da un nucleo lirico la cui prerogativa, fosse mostrare al suo pubblico quanto, le scene musicali della sua epoca, tendevano a definire tabù.

 

Da brani di matrice politica a odi all’amore dalla bellezza sconfinata, la penna di De André si è sempre distinta attraverso uno slancio estroso, divenuto ben presto un suo marchio di fabbrica. L’artista  non si è mai tirato indietro dal mostrare una sensibilità estrema nei suoi brani; esternando , spesso, il suo profondo amore, non solo nei confronti di determinate figure, rivelatesi fondamentali nella sua vita, ma anche di luoghi a lui caro. Ciò che legava Fabrizio De André alla città di Napoli era un amore incommensurabile; rappresentato pedissequamente all’interno di alcune pietre miliari della sua straordinaria carriera artistica.

Fabrizio De André è stato il poeta degli sconfitti. Le sue canzoni si sono affermate nell’immaginario collettivo come veri e propri inni alla libertà e moniti alla ribellione. I protagonisti dei suoi testi più evocativi erano personaggi ai margini della società; pronti a raccontare fatti di vita vissuta con sincerità disarmante, trascendendo gli aspetti romanzati della canzone. La magia di Faber risiedeva proprio nel carattere che riusciva ad infondere ai suoi testi; rendendoli spaccati dettagliatissimi della società contemporanea.

L’amore di Fabrizio De André per Napoli 

Il profondo legame tra Fabrizio De André e la città di Napoli affonda le radici nella sua ammirazione nei confronti di Giovanni Bovio e Salvatore Di Giacomo. Inoltre, l’artista serbava grande stima nei confronti del cantautore francese George Brassens; quando scoprì che la madre di quest’ultimo avesse origini partenopee e che, alcuni studiosi avessero scoperto l’apporto della canzone classica napoletana all’interno delle composizioni di colui che, Faber, ha sempre considerato il suo maestro indiscusso, l’artista non poté fare altro se non portare Napoli nel cuore.

 

Ma il rapporto tra De André ed il capoluogo campano, comunque, si accese ben presto grazie al fuoco indomito della passione. In diverse occasioni, infatti, l’iconico cantautore rivelò che, nella primavera del 1960, scelse di trasferirsi all’ombra del Vesuvio per coltivare il suo amore nei confronti di una ragazza “partenopea al cento per cento”. Fabrizio De André considerò la giovane, la sua prima fidanzata.

Faber e la musica napoletana 

La meravigliosa connessione tra Fabrizio De André e Napoli si riflesse magnificamente sulla sua opera nel 1990. L’album Le Nuvole, infatti, comprende due tracce importantissime per il mosaico artistico preso in esame in questa sede. Il primo brano a trovare spazio nel disco è La nova gelosia, composizione d’autore ignoto, risalente alla fine del ‘700, interpretata da Faber con grande introspezione. Il testo del brano narra, seppur metaforicamente, delle vicissitudini che ostacolano due individui nella prosecuzione del loro amore.  Fabrizio De André decise di registrarne una sua versione, dopo essere rimasto ammaliato dall’interpretazione di Roberto Murolo.

 

L’altra canzone, divenuta ormai un classico senza tempo, non solo del cantautorato italiano, ma soprattutto della cultura musicale napoletana è la celeberrima Don Raffaè. La storia della traccia è ben nota agli appassionati. Nel pieno della sua personalissima identità artistica, Faber esplica le vicende del camorrista Raffaele Cutolo, detenuto al carcere di Poggioreale. Nel testo, l’artista si immedesima nell’immaginario distorto del custode penitenziario, per il quale la camorra abbia sostituito lo Stato in termini amministrativi; velando un’aspra critica alle fratture sociali fautrici del pensiero della guardia.

I memorabili concerti di Fabrizio De André a Napoli  

Quello tra Faber e la città di Napoli era un legame indissolubile e bidirezionale, in termini artistici. Se Don Raffaè si è affermata come una colonna portante della cultura musicale impegnata partenopea, i memorabili omaggi che De André ha rivolto a Napoli sono, allo stesso modo, entrati a far parte dell’immaginario collettivo come prestigiosa testimonianza di un amore puro e profondo. Fabrizio De André si esibì a Napoli in occasione di due concerti iconici, il cui ricordo, viene custodito gelosamente da coloro i quali furono abbastanza fortunati da potervi assistere. Il primo di questi si tenne nel 1979 al Palazzetto dello Sport. In quell’occasione, Faber si esibì accompagnato da una delle più grandi Progressive Rock Band italiane di sempre, la Premiata Forneria Marconi. L’altro, meraviglioso, spettacolo napoletano di De André si svolse al teatro tenda Partenope nella primavera del 1991. Il lascito inestimabile di De André fa parte di una memoria eterna, condivisa da intere generazioni; l’amore che ha spinto Fabrizio De André verso la città di Napoli, quindi, non può non essere un motivo d’orgoglio per i suoi cittadini.

 



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