Sabato 9 e domenica 10 aprile alle ore 9.30 uno straordinario tour ci svelerà i luoghi più suggestivi dello storico Rione Sanità di Napoli.
Percorrere il Miglio Sacro significa attraversare il Rione Sanità, dove hanno abitato i popoli a sud e ad est di Napoli, dagli africani ai cinesi, e dove un tempo passavano in carrozza papi, re e cardinali. Un luogo dove oggi le chiese non sono soltanto gallerie d’arte, ma case di accoglienza, di pace e di progettazione
Tappe del percorso:
-Basilica del Buon Consiglio
-Catacombe di San Gennaro
-Basilica di San Gennaro extra moenia
-Cimitero delle Fontanelle
-Basilica di Santa Maria alla Sanità
-Catacombe di San Gaudioso
-Palazzo Sanfelice
-Palazzo dello Spagnuolo
-Chiesa di Santa Maria dei Vergini
-Porta San Gennaro
- Basilica del Buon Consiglio
Il percorso parte dalla Basilica più recente della città, costruita tra il 1920 e il 1960. La Basilica fu costruita come omaggio al quadro della Madre del Buon Consiglio. La tela fu dipinta nel 1884 e fin da subito dimostrò di essere miracolosa: pare che nello stesso anno mise fine all’epidemia di colera e che nel 1906 fermò le ceneri del Vesuvio che avevano colpito Napoli. Visto il gran numero di pellegrini che visitavano la tela, fu costruita la Basilica a custodia, sul modello di San Pietro a Roma.

- Catacombe di San Gennaro
Dopo qualche metro e qualche scalino più in basso, raggiungiamo le Catacombe di San Gennaro, dove si trovava la tomba del santo patrono. Le catacombe di San Gennaro nacquero dall’ampliamento di una cappella gentilizia a partire dal II secolo d.C. Sono composte da due livelli non sovrapposti, e caratterizzate da spazi ampi, scavati in orizzontale. Nelle Catacombe potrai scoprire i preziosi mosaici posti sulle tombe dei primi vescovi di Napoli, affreschi di antiche famiglie napoletane recuperati dalla rovina e particolari strutture ricavate nel tufo.

- Basilica di San Gennaro Extra Moenia
Appena fuori l’uscita delle Catacombe, che in origine ne era l’accesso, troviamo la basilica paleocristiana costruita nel V secolo d.C. Come le Catacombe, fu abbandonata dopo il furto delle spoglie di San Gennaro nel V secolo. Nel XV secolo fu ristrutturata e adeguata al gusto barocco.

- Cimitero delle Fontanelle
Una breve passeggiata attraverso il Rione ci porta nell’ossario delle Fontanelle. Il sito era un’antica cava di tufo scavata nella collina di Materdei, che diventò ossario a metà Seicento, per ospitare i resti delle vittime delle epidemie di peste e colera. Diventò un luogo di culto a fine Ottocento, quando alcuni devoti guidati da padre Gaetano Barbati disposero in ordine le migliaia di ossa anonime. Proprio l’anonimato spinse i fedeli ad adottare alcuni dei teschi dell’ossario, le anime pezzentelle che venivano puliti e posti in teche in cambio di protezione.

- Basilica di Santa Maria alla Sanità
Torniamo nel cuore del Rione, verso La Basilica di Santa Maria della Sanità, punto di riferimento del quartiere. È conosciuta come Chiesa del Monacone perché custodisce la statua di San Vincenzo Ferreri, frate domenicano e patrono della Sanità. La basilica è un autentico museo della pittura napoletana del XVII secolo, con preziosi quadri, tra gli altri, di Luca Giordano e Andrea Vaccaro, e la prima rappresentazione napoletana della Madonna con Bambino.

- Catacombe di San Gaudioso
Un cancello separa l’abside della Basilica dalla cripta paleocristiana, da cui si possono già intravedere le Catacombe di San Gaudioso. La loro espansione partì dalla deposizione del vescovo Gaudioso, nel V secolo d.C. Le catacombe custodiscono opere preziose, come la statua tufacea di Gesù e l’affresco che ritrae Santa Caterina da Siena, e testimonianze di rituali funerari del passato.

- Palazzo San Felice
Scendiamo di nuovo verso il cuore del Rione per visitare il cortile interno di questo palazzo, progettato a inizio Settecento dall’architetto napoletano Ferdinando Sanfelice come sua residenza privata. È composto da due corpi unificati dalla facciata, ma la sua particolarità è la scalinata interna ad ali di falco, dal grande effetto scenografico. Forse proprio per questo il cortile ha fatto da sfondo al film Questi Fantasmi!, tratto dalla commedia di Eduardo De Filippo.

- Palazzo dello Spagnuolo
A pochissimi passi, un altro dei palazzi più famosi di Napoli. Fu commissionato a Ferdinando Sanfelice dal marchese di Poppano, che unificò due edifici ricevuti in dote. Il suo punto di forza è la grande scalinata ad ali di falco, ornata con decorazioni a stucchi. È conosciuto come Palazzo dello Spagnolo perché nel XIX secolo fu acquistato dallo spagnolo Tommaso Atienza.

- Chiesa di Santa Maria dei Vergini
Dopo appena un minuto a piedi, troviamo la chiesa di Santa Maria dei Vergini, che sorge su un antico complesso (ospedale e cappella) voluto nel 1326 dagli abitanti del Borgo dei Vergini e poi ceduto ai frati Crociferi di San Cleto. Fu quasi completamente distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale, ma si salvò dalla distruzione il fonte battesimale dove fu battezzato Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

- Porta San Gennaro
Il nostro percorso termina a ridosso di via Foria, alla Porta San Gennaro. La porta viene menzionata per la prima volta nel 928, ed era l’accesso alla città per chi proveniva da nord e passaggio obbligato per andare alle Catacombe di San Gennaro. Dopo la peste del 1656 fu aggiunta un’edicola affrescata come ex-voto, che raffigura San Gennaro, Santa Rosalia e San Francesco Saverio che pregano per la fine dell’epidemia.

Dettagli dell’evento
Ingresso a tutti i siti del percorso e visita guidata
Quando: Sabato 9 aprile e Domenica 1o aprile 2016
Dove: Via Capodimonte 13, Napoli (di Fianco alla Basilica del Buon Consiglio)
Orario: 9:30
Durata: 4 ore
Costo: 15€
Appuntamento presso la Biglietteria delle Catacombe, 15 minuti prima dell’orario di inizio visita
Informazioni
Telefono: 334.11.19.819 Claudia
E-mail: prenotazioni@viverenapoli.com
Importante Nella mail indicare il numero di partecipanti e un recapito telefonico
334.11.19.819 Claudia
Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti
Informazioni aggiuntive
Garage a pagamento: Garage Capodimonte, Corso Amedeo di Savoia, 294
Parcheggio in strada: Via Capodimonte


