Evento D&G, 2 milioni di euro spesi tra shopping e souvenir

Evento D&G, 2 milioni di euro spesi tra shopping e souvenir
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È boom di incassi per la città che, grazie all’evento glamour, ha registrato un’impennata di guadagni in diversi settori, dall’artigianato al turismo.

È tempo di bilanci per Napoli, dove ieri si sono chiusi in bellezza i quattro giorni di sfilate e festeggiamenti che hanno portato una ventata di novità e di notorietà in città, star di un evento che ha fatto il giro del mondo e che ha incantato non solo gli ospiti, ma anche tutti coloro che per tutta la durata delle sfilate hanno seguito le notizie e ammirato le foto e i video diffusi dai giornali on line o dall’account Instagram di Dolce e Gabbana.

Ma quali sono stati i guadagni totalizzati al termine di una manifestazione di tale calibro? Per il momento è difficile stilare un bilancio definitivo, visto che solo nel corso della settimana saranno disponibili tutti i dati ufficiali. Confcommercio ha fornito una somma provvisoria, stimata al ribasso, di almeno due milioni di euro, cifra che comprende i 40mila euro per le pulizie e i vigili urbani, i 15mila euro per l’affitto del Castel Dell’Ovo e i 50mila euro per il recupero dei Decumani. Escludendo questi 105mila euro dal bilancio, dov’è finita la restante e più consistente parte del budget?

Boom di incassi per artigianato, street food e turismo

Guadagni consistenti si sono registrati nei negozi di souvenir e nelle botteghe dei Decumani che, grazie alla vendita consistente di cornetti scaccia guai, pastori per presepi e magliette, hanno visto raddoppiare l’abituale giro di affari. Un altro settore che ha registrato una forte impennata è stato quello dello street food, una tendenza che si sta affermando sempre di più a livello culinario, grazie al perfetto connubio tra tradizione napoletana e praticità del take away. Via libera dunque all’acquisto di crocchè, paste cresciute e pizze fritte, gustate (ed apprezzate) dagli stessi Dolce e Gabbana, che non hanno risparmiato elogi alle abilità di cuochi e pizzaioli, ammettendo che a Napoli non è possibile stare a dieta.

Sold out di camere per gli alberghi della città, che per quattro giornate hanno avuto il 100% delle stanze prenotate, con una ricaduta positiva sull’intera stagione turistica che, solo nella prima settimana di luglio, sale al +12% di arrivi rispetto al 2015. A questa lista di successi si aggiungono gli incassi delle boutique di Via Chiaia e del lungomare, delle pizzerie dei vicoli e dei bed and breakfast. Si tratta di un evento di una portata enorme: Pietro Russo, presidente di Confcommercio, sostiene che «Non c’è solo il fattore economico immediato; è stato un mega spot per la città nel settore del fashion e non solo, attirerà tanti turisti» (fonte Il Mattino).

Per quanto tempo la città beneficerà degli effetti positivi di un tale evento? Difficile a dirsi. Di sicuro il turismo continuerà a registrare alte affluenze anche a lungo termine, ma è necessario potenziare i servizi di assistenza, a partire dai trasporti e dalle infrastrutture, per poter accogliere meglio i visitatori. Ben vengano l’eco mediatica e l’immagine positiva di una Napoli splendente e mondana, ma ora i cittadini aspettano gli esiti del post-Dolce e Gabbana, sperando che gli incassi del Comune vengano investiti per valorizzare il patrimonio della città e per renderla più organizzata e vivibile.



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