Euro-Toques celebra la Campania nella dimora nobiliare di Palazzo Acampora
Tra storia, alta cucina e terroir.
Nata in Francia nel 1986 per iniziativa di alcuni tra i più autorevoli protagonisti dell’alta cucina europea e introdotta in Italia da Gualtiero Marchesi, Euro-Toques continua a rappresentare una delle più prestigiose istituzioni gastronomiche del continente, custode della qualità, della biodiversità e dell’identità delle produzioni agroalimentari. È nel solco di questa autorevole tradizione che si è svolta ad Agerola la tappa campana delle Cene Euro-Toques Italia, trasformando la settecentesca Corte degli Dei – Palazzo Acampora in un raffinato palcoscenico dedicato all’eccellenza culinaria.
L’antica dimora nobiliare, impreziosita da saloni di rara eleganza e da un’atmosfera sospesa tra storia e paesaggio dei Monti Lattari, ha accolto chef, produttori, giornalisti e professionisti del settore in una serata che ha saputo intrecciare cultura gastronomica, convivialità e valorizzazione del territorio.
L’appuntamento ha segnato anche l’insediamento ufficiale di Vincenzo Guarino quale nuovo Delegato regionale della Campania di Euro-Toques Italia, affiancato dal presidente Enrico Derflingher, vicepresidente di Euro-Toques International, dal segretario generale Gianni Tarabini e dal direttore generale Antonino Fratello, insieme agli chef Lorenzo Montoro, German Scalmazzi e Andrea Impero.
Nel corso della serata è stata inoltre presentata la Guida Euro-Toques Italia 2026, pubblicazione che raccoglie il meglio della ristorazione d’autore nazionale e che, nel solco della visione inaugurata da Gualtiero Marchesi, continua a promuovere una cucina fondata sul rigore tecnico, sul rispetto delle materie prime e sulla salvaguardia delle identità territoriali.
Particolarmente intenso il momento dedicato al conferimento del Premio Euro-Toques Italia alla Carriera ad Alfonso Iaccarino, autentico ambasciatore della cucina mediterranea, premiato per aver contribuito a ridefinire il prestigio dell’alta ristorazione del Mezzogiorno attraverso una filosofia gastronomica costruita su sostenibilità, stagionalità e valorizzazione delle eccellenze campane.
Ad arricchire il confronto anche l’intervento di Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, che ha richiamato l’attenzione sulla tutela della biodiversità, dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali e delle filiere locali, elementi ormai imprescindibili nella cultura gastronomica contemporanea.
Il cuore della serata è stato il sontuoso menù a quattordici mani, autentico esercizio corale di tecnica e creatività. Dal delicato Sgombro bassa marea con chutney di limone, paccasassi e salicornia alla tartare di Vacca Agerolese con burrata di bufala e tartufo irpino; quindi il raffinato Risotto Carnaroli Riserva San Massimo “Regina Vittoria” con Gambero Rosso di Camerota, seguito dal cuore di tonno con demi-glace e dall’agnello con melanzana, erbe aromatiche e pecorino, fino al sorbetto al mango e al dessert Green Experience al tè matcha, cocco e mandorla.
A scandire il percorso sensoriale è stato un accurato pairingfirmato Antiche Radici, storica realtà vitivinicola della Penisola Sorrentina che da tre generazioni custodisce e interpreta il patrimonio dei vitigni autoctoni. Le bollicine di Falanghina, il Piedirosso, la Falanghina 1939 e il Tenuta Micciano Rosso hanno accompagnato ogni portata con equilibrio ed eleganza, amplificando la narrazione gustativa di un territorio straordinariamente vocato.

