Estate 2020: contapersone, niente mascherine e i titolari dei lidi chiedono le spiagge libere

Paola Palmieri

Estate 2020: si sta lavorando per decidere il protocollo di sicurezza

 

Tutto ancora incerto nell’estate del coronavirus. Dai colloqui in corso fra i tecnici del Comitato tecnico scientifico, quelli di Iss con gli interlocutori delle varie associazioni delle imprese balneari, riconducibili in gran parte ad Assobalneari (Federturismo Confindustria) e alla costola del turismo della Cna stanno emergendo una serie di idee che, una volta concordate e definite nei dettagli, potrebbero confluire in un protocollo di sicurezza.

 

Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari, afferma: «La prossima estate la immaginiamo con l’osservanza delle norme elementari anti-contagio, come gel igienizzanti, mascherine, guanti quando si frequentano zone comuni dove si possono creare assembramenti (zone bar, ristoranti, servizi igienici), sanificazione degli ambienti. Ritengo che per sdraiarsi al sole non sarà necessario il dispositivo dpi». E la distanza tra ombrelloni: 2 metri, 5 metri, anche 10 metri. E’ giusto? «Io parlerei di distanza non fra ombrelloni ma fra le persone che dovranno osservare le solite norme. E siccome i virologi ci spiegano che con il caldo, il Covid 19 potrebbe essere meno aggressivo, l’ambiente in riva al mare è più favorevole per essere vissuto con più tranquillità».

 

Per alcuni davanti agli ingressi dovrebbero essere installati i contapersone per disciplinare le capienze e i termoscanner. Ma Licordari in merito a ciò ha affermato:  «Io sul misuratore della temperatura nutro qualche perplessità perchè potrebbe presentarsi all’ingresso un asintomatico e quindi senza febbre. Poi ci troviamo in un ambiente caldo, il soggetto che arriva in spiaggia è probabilmente congestionato per essere stato in auto, aver percorso un tratto a piedi, sotto il sole e il contesto ambientale potrebbe aver raggiunto temperature di 28-30 gradi. Abbiamo fatto delle prove empiriche, semplici da realizzare, applicando il termoscanner a tre persone all’interno di una stanza riscaldata a 28 gradi: dopo mezzora, il rilevamento della temperatura indicava attorno a 37,5-38 gradi». «Poi riteniamo si possa applicare una cartellonistica esplicativa delle regole da osservare», sottolinea Licordari.

 

Ma tante sono le domande poste a cui si cerca di dare una risposta e trovare una soluzione come ad esempio nelle giornate di luglio e agosto con il tutto esaurito, non potendosi creare assembramenti, come sarà possibile disciplinare il traffico sul bagnasciuga? Qualcuno, durante questi colloqui, avrebbe suggerito di installare pedane in legno di 3,5 metri di larghezza per dividere il flusso delle passeggiate nelle due direzioni di marcia.

 

Insomma si attendono a breve istruzioni del governo anche se il settore è in fibrillazione visto che siamo già a maggio, ci sono criticità da superare e da affrontare per cambiare la morfologia dei luoghi, che non avranno più lettini ravvicinati o spettacolo dj-set all’aperto con centinaia di giovani.

 

Inoltre i titolari dei lidi balneari chiedono le spiagge libere per avere più spazio in spiaggia, infatti con il distanziamento sociale ( tra i 2 e i 4 metri tra ogni ombrellone) i lidi perdono autonomia e spazio, perciò i titolari dei lidi scrivono al presidente della Regione per chiedere aiuti.

 

(Fonte il Mattino.it)



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